Verso una mobilità urbana 2.0

Intervista con Carlo Maria Medaglia Presidente e Ad, ROMA SERVIZI PER LA MOBILITÀ

La mobilità urbana è da sempre considerata una priorità delle amministrazioni ma anche uno degli elementi critici dello sviluppo economico sia nei Paesi più sviluppati, sia nei Paesi emergenti. L’urbanizzazione è infatti ancora crescente in tutte queste aree e lo sviluppo del traffico risulta essere ovunque superiore alla crescita delle infrastrutture.

Nuove politiche per una mobilità sempre più smart?

Le principali criticità che le politiche di gestione della mobilità si trovano ad affrontare soprattutto in una città come Roma sono molto cambiate nel corso degli ultimi anni: è mutata l’offerta dei servizi di trasporto, ma anche la struttura della domanda di mobilità. I processi di decentramento degli insediamenti abitativi e dei servizi verso le aree periferiche hanno fortemente modificato gli spostamenti dei cittadini e aumentato la quantità del traffico pendolare. L’uso maggiore del Tpl, nonché il ruolo preponderante di autobus e tram rispetto alla metropolitana, sono dovuti alla presenza, allo stato attuale, di linee metropolitane, che lasciano carenti molte zone, soprattutto periferiche. La congestione del traffico che ne deriva crea difficoltà di spostamento, relativamente sia alla mobilità privata, sia al Tpl e genera un circolo vizioso che rende eccessivo il ricorso alla mobilità privata e scarsamente efficiente il Tpl, con un conseguente aumento di autoveicoli privati circolanti. Per far fronte alle molteplici criticità evidenziate è stato fatto molto. Già a partire dal 2014, infatti, è stato avviato un progetto di razionalizzazione della rete con l’obiettivo di individuare le aree di miglioramento del sistema attuale, riprogrammando i servizi di tutte le linee sulla base dell’utenza reale, potenziare il servizio e razionalizzare la rete in relazione alle modifiche attese sull’assetto infrastrutturale in particolare con l’apertura della linea C fino a Lodi entro il 2015 e della B1 fino a Jonio nei prossimi sei mesi.

È necessario ripensare il paradigma della mobilità per le città del terzo millennio?

È abbastanza usuale, quando sentiamo parlare di mobilità intelligente e sostenibile, di pensare ad una grande rivoluzione tecnica e tecnologica che coinvolgerà tutto il comparto della mobilità urbana e non. In realtà la vera rivoluzione sta nel comprendere come migliorare e trasformare la città in cui viviamo nella città in cui vorremmo vivere. Ad oggi per mobilità sostenibile si intende un sistema di mobilità urbano in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici per il bene della comunità attraverso interventi nell’ambito di trasporto, logistica e viabilità, che coinvolgono tanto i veicoli, le fonti d’energia, le infrastrutture, i piani di trasporto, etc. Dunque, la maggior parte degli interventi messi in atto a partire dal 2014 sono volti a diminuire la necessità di spostamenti con autoveicoli privati e a favore di una mobilità alternativa tanto che Roma investirà nel prossimo triennio per ampliare l’offerta dedicata al car sharing, al bike sharing e alla mobilità dolce. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo punto, sono state messe in cantiere più di trenta pedonalizzazioni, più di 35km di piste ciclabili circa 4000 nuovi posti bici.

Come potranno evolvere i processi e i sistemi per la distribuzione urbana delle merci?

Nel caso specifico di Roma, il PGTU definisce le linee guida per la redazione del Piano della distribuzione delle merci in ambito urbano. Tre sono state le linee guida su cui l’Amministrazione ha fatto leva fino ad ora per regolare la distribuzione delle merci nelle aree più centrali della città: la perimetrazione della ztl merci, in cui circolazione e sosta dei veicoli adibiti alla consegna merci, sono soggette a particolari limiti e regole, l’introduzione di orari per la consegna e l’esclusione dalla circolazione di veicoli ecologicamente poco virtuosi con conseguenti incentivi agli operatori che si sono invece orientati al rinnovo del parco. Come dice il PGTU anche nel campo delle merci, l’intenzione di Roma è passare dalle regole ai sistemi. Questo significa che, pur operando coerentemente con le linee guida precedentemente ricordate, l’idea di fondo è quella di rendere dinamica l’applicazione di queste regole tramite le tecnologie ITS. Gli strumenti ITS consentono infatti, l’attuazione di nuove politiche altrimenti non attuabili, in precedenza quali: il concetto di accreditamento nei centri cittadini, la condivisione delle risorse, sia in fase di trasporto delle merci (van-sharing), che in fase di distribuzione (condivisione degli stalli), la condivisione della rete con il TPL, e la tracciabilità di filiera. Il tutto nell’ottica di non imporre regole di divieto, ma meccanismi premianti per gli operatori più virtuosi.

Ci sono aziende, penso a Viasat, che vivono per proporre soluzioni tecnologiche e innovative. Come valorizzarle al meglio?

Il panorama delle piccole e medie imprese italiane è una realtà che ha bisogno di un notevole accompagnamento da parte del sistema Paese. Se penso a Viasat, azienda leader nel suo settore di riferimento, da sempre attenta all’innovazione ma soprattutto all’individuazione di soluzioni finalizzate al miglioramento della qualità della vita, non posso fare a meno di pensare che sia necessaria un’azione forte del Governo (a tutti i livelli territoriali, a partire dagli Enti Locali), mirata a valorizzare realtà come questa. Bisogna programmare come supportare le aziende per uscire da questo momento di difficoltà, attraverso una fiscalità agevolata e procedure burocratiche più snelle e veloci, ad esempio. Sarebbe opportuno incentivare le aziende a fare rete e investire nell’innovazione e nel rafforzamento del rapporto con il mondo della ricerca non solo italiana. Dall’altro lato, è importante anche un forte impegno delle pubbliche amministrazioni che devono lavorare per aumentare la qualità della domanda e favorire così la valorizzazione delle eccellenze italiane.

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