Di Massimo Getto, Vice Presidente e CFO VIASAT GROUP e Marco Laugero, Controller AFC VIASAT GROUP

I dati ed il loro utilizzo sono un tema di grande rilevanza per lo sviluppo economico dei prossimi anni. Il quantitativo di dati acquisiti ed immagazzinati dalle diverse organizzazioni è in crescita esponenziale e la capacità di estrarre il loro valore rappresenta la sfida competitiva che determinerà il successo o il fallimento dei protagonisti della vita economica. Il 2017 è stato definito come l’anno del raddoppio, ciò significa che sono stati generati tanti dati quanti quelli prodotti dall’origine dei tempi al 2016. Nel 2023 il tempo di raddoppio si ridurrà ad un’ora, non è, dunque, difficile comprendere il valore generato da chi saprà processare una mole di informazioni così elevata. Questo concetto deriva dal fatto che il valore insito nei dati è estrapolabile e permette la creazione di modelli predittivi capaci di anticipare avvenimenti e tendenze future dei consumatori. Lo hanno capito ormai da tempo colossi come Google e Facebook, capaci di immagazzinare così tante informazioni da riuscire a mettere in pratica tale meccanismo, così semplice nella spiegazione quanto complesso nella sua attuazione. Uno dei temi centrali in questo ambito è rappresentato dalla fruibilità dei dati, ovvero dalla capacità di trasferirli tra soggetti diversi, senza che vengano meno i principi della trasparenza e dell’integrità, per garantire un passaggio privo di alterazioni che possano minare il concetto di fiducia tra gli utenti. Tale concetto di fiducia riveste un ruolo fondamentale nelle interazioni tra le organizzazioni ed è la linfa vitale per generare e consolidare le relazioni economiche, rendendole durevoli nel tempo. Fino ad oggi la veridicità dei dati e delle informazioni in essi contenute sono state garantite da enti terzi, in grado di certificarne la qualità e correttezza. Ogni qualvolta effettuiamo una transazione monetaria, ad esempio, ci avvaliamo di un ente bancario a garanzia dell’operazione. Questo è solo un esempio di operazioni che potranno essere realizzate diversamente con l’avvento della tecnologia Blockchain, definita disruptive, e tramite la quale sarà sviluppato entro il 2025 il 10% del PIL a livello mondiale (Building Block(chain)s for a Better Planet, September 2018, World Economic Forum). L’innovazione si basa su un registro delle transazioni distribuito, visibile a tutti e verificabile in qualsiasi momento, ma allo stesso tempo non controllato da nessuna autorità centrale. Questo implica due cose: che nessuno possa in alcun modo alterarne il contenuto per i propri fini e che tutti abbiano un controllo maggiore sullo stesso, generando in tal modo un nuovo concetto di fiducia. Il settore della infotelematica satellitare è molto sensibile al tema poiché basa il proprio business su un continuo flusso di dati. Questi provengono da miliardi di sensori installati in tutto il mondo e sono convertiti in informazioni spendibili sul mercato sottoforma di servizi. La necessità di renderli sicuri ed inalterabili è un fattore imprescindibile per ottenere la fiducia degli attori delle transazioni economiche. In alcuni settori, quali ad esempio quello dell’agrifood, il connubio tra sensori IoT per la registrazione e l’immagazzinamento dei dati e blockchain per la loro certificazione rappresenterà il binomio perfetto per garantire il tracciamento dei beni lungo tutta la filiera produttiva offrendo al consumatore una migliore comunicazione sui processi produttivi e sui metodi di conservazione adottati. L’utilizzo di tale applicazione, in particolare per realtà poco strutturate e di piccole dimensioni, tipiche del tessuto economico italiano, potrebbe risultare difficoltoso e non immediato, soprattutto per motivi culturali, ma il mancato utilizzo nel tempo potrebbe invece rivelarsi incompatibile con la continuità dell’attività d’impresa di questi soggetti.

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