Intervista con Armando Forgione, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali POLIZIA DI STATO

Direttore quali sono le tendenze più significative in ambito di sicurezza stradale?

La sicurezza stradale è uno dei maggiori problemi che i Paesi europei devono affrontare. É un argomento sempre attuale e rappresenta una questione prioritaria in tutti gli Stati membri, a livello locale, regionale e nazionale. Già da anni in Italia è stato intrapreso un complesso percorso per fronteggiare il fenomeno dell’incidentalità, grazie al quale sono stati raggiunti considerevoli risultati. Ma il numero delle vittime ancora troppo alto impone una riflessione sulle cause che rendono le nostre strade un potenziale pericolo per chi le percorre e l’adozione di una politica rigorosa in materia di controllo e di prevenzione. In particolare dei giovani perché, già protagonisti della strada come pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori, sono la generazione dei futuri automobilisti e i migliori portavoce del messaggio di legalità nel mondo degli adulti.

Sicurezza stradale fa rima con tecnologia. Cosa pensa in proposito?

I sistemi di assistenza alla guida, che vengono chiamati in gergo tecnico ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), costituiscono, ormai, equipaggiamento di serie di numerose autoveicoli di nuova generazione. Se oggi la scelta è rimessa alla singola casa automobilistica, a partire dal maggio del 2022, la maggior parte di tali sistemi diventeranno obbligatori su tutti i modelli di nuova omologazione che verranno introdotti sul mercato. Per le vetture già in commercio e che quelle che saranno omologate prima della scadenza, le nuove dotazioni diventeranno obbligatorie a partire dal maggio del 2024. È innegabile che tutta questa tecnologia incida positivamente sulla sicurezza della circolazione, correggendo le azioni del conducente o assistendo il medesimo, anche preventivamente, nelle situazioni più complesse.

Quali sono gli strumenti che più aiutano la polizia a far rispettare il codice della strada?

Ce ne sono diversi, ma oggi sicuramente spicca all’attenzione generale lo Street Control. È uno strumento che, installato a bordo delle vetture di polizia in servizio, è dotato di tecnologia per la lettura automatica delle targhe e l’interrogazione in tempo reale delle banche dati per supportare l’attività di controllo degli organi di polizia stradale nel contrasto delle violazioni dell’obbligo di assicurazione e di revisione dei veicoli. È certamente molto utile e costituisce un valido ausilio degli organi di polizia stradale che possono fare uno screening veloce ed immediato di tutti i veicoli e concentrare i controlli solo su quelli che il dispositivo segnala come irregolari.

Ma i comportamenti umani sono sempre i più importanti. È così?

È opinione unanimemente condivisa che il comportamento alla guida sia legato allo stile di vita e che per migliorare la sicurezza sulle strade occorre un cambiamento culturale. Il rispetto delle regole non passa infatti solo attraverso coercizione e controlli ma si basa anche sul convincimento che determinate norme costituiscano la migliore soluzione per garantire la mobilità e la salvaguardia dei beni primari della vita e dell’incolumità fisica. E sull’attività di prevenzione si concentra la Polizia di Stato e la Polizia Stradale in particolare, soprattutto con le campagne di educazione stradale e di sensibilizzazione che hanno il pregio di favorire la vicinanza delle istituzioni ai cittadini e aumentare la consapevolezza dei rischi che si corrono alla guida dei veicoli.

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