Quando nel traffico si incontra la telematica

Intervista con Rocco Giordano Docente di Politica economica per i trasporti e la logistica, UNIVERSITÀ SALERNO

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori. Sarà anche vero, ma certamente non vale in un settore, quello del trasporto merci, che oggi continua a preferire decisamente la modalità stradale a discapito delle altre possibili. Ed allora che ci siano almeno tutte le condizioni di efficienza logistica e operativa e di sicurezza del mezzo affinché l’intero comparto dell’autotrasporto possa competere e primeggiare. La telematica satellitare è quindi una scelta ineludibile: ignorare questo imperativo vuol dire ripetere l’errore commesso trent’anni fa da molte imprese che non hanno
assecondato il cambiamento imposto dall’informatica.

Oggi quando si parla di trasporto merci si pensa esclusivamente ai mezzi pesanti. Perché il Camion continua a rimanere oggi il vettore preferito?

Il camion continua a rimanere oggi il vettore preferito sostanzialmente per due ordini di motivi. Il primo è dato dal livello di offerta dei mezzi e della capacità di trasporto, oggi in eccesso rispetto alla domanda. Questo elemento di base del mercato determina un livello dei prezzi per i servizi che vengono richiesti che non sarebbe comparabile con altre modalità di trasporto soprattutto sulle medie-lunghe distanze. Per le brevi distanze dobbiamo registrare un eccesso di veicoli immatricolati come conto proprio.
Considerando poi che la flessibilità di impiego, la facilità di accesso ed egresso dai punti di origine e destinazione delle merci sono determinanti, questi completano il quadro dei fattori che fanno preferire l’uso del veicolo su gomma.

 

Tanti Tir in giro hanno un forte impatto sul più generale tema della sicurezza stradale?

Credo che sia giunto il momento di sfatare un luogo comune e chiarire il ruolo che hanno i mezzi pesanti nel quadro generale della incidentalità e prioritariamente della sicurezza stradale. Per anni abbiamo dovuto assistere a slogan come TIR assassini; i mostri o bisonti della strada. Questo luogo comune ha fatto scattare negli utenti della strada un timore di guida nell’incontrare un TIR, dettato più da aspetti di tipo psicologico che da elementi reali. Le campagne organizzate negli anni passati dal Comitato Centrale Albo degli Autotrasportatori hanno fatto chiarezza: i sinistri in cui sono coinvolti i mezzi pesanti sono il 6,5%; i decessi con responsabilità accertate dei veicoli commerciali (non mezzi pesanti) il 4,2%; i feriti il 4,1% del totale. Se queste sono le cifre ogni commento è superfluo! Resta il principio che 1 vita umana vale quanto 1.000 vite umane. Bisogna lavorare per abbassare ancora di più queste percentuali!

Una decisa politica sui Sistemi Intelligenti (ITS) che abbia il duplice effetto di innalzare la sicurezza e ottimizzare il processo logistico. A che punto siamo?

I Sistemi ITS oggi sono gli strumenti maggiori per sostenere il processo di crescita sia del settore del trasporto delle merci che della logistica, attraverso l’interazione fra gli elementi della filiera produttiva (produzione – trasporto – logistica). Controllo dei flussi di traffico, ottimizzazione del trasporto nell’utilizzo dei mezzi e delle procedure, sicurezza sulle strade nell’intero processo della filiera.
Il primo obiettivo deve essere quello di realizzare strutture tecnologiche, informatiche e telematiche, con particolare riguardo alla “tracciabilitàdei percorsi e delle merci, con positive ricadute in termini di organizzazione aziendale per le imprese. Inoltre, con la ricerca di una ottimale implementazione di tali tecnologie, si raggiunge l’obiettivo di realizzare maggiori livelli di sicurezza stradale (sia in termini di “safety”, che di “security”), e di favorire l’instaurazione di più evoluti ed innovativi sistemi di gestione della filiera produttiva e del trasporto merci.
Il sistema, al fine di esprimere al massimo le proprie potenzialità, deve puntare ad un diretto coinvolgimento di tutti gli attori del settore dell’autotrasporto, dei poli logistici integrati con il coinvolgimento di tutti gli attori della catena. A che punto siamo? È ormai mia convinzione fin dal 2012 quando abbiamo varato la prima versione del Piano della Logistica, che oggi in Italia ci sono gli attori, le tecnologie e le esperienze, per “avere” da subito una prima Piattaforma telematica, in grado di fornire servizi all’utenza.
Occorrono due pre-condizioni: che le Associazioni di categoria degli autotrasportatori si convincano della utilità e che siano definiti degli standard operativi in cui UIRNet diventa, come previsto dalla legge, il soggetto che mette a punto la “rete”, mentre i “servizi” devono essere lasciati al libero mercato.

Dalla localizzazione dei mezzi alla tracciabilità delle merci. La telematica satellitare è una scelta obbligata per dare a questo comparto tutta l’efficienza di cui ha bisogno?

La telematica, che abbiamo accennato all’inizio, è una scelta industriale, in quanto le condizioni operative che detta la globalizzazione non possono essere ancora precluse da una artigianalità operativa che determini tempi morti e scarsità di informazioni, che allunga i tempi di trasferimento delle merci e determina mercati marginali per gli operatori della domanda.

È risaputo che molte aziende, per ottenere vantaggi commerciali, non rispettano le norme di sicurezza. Ma rendere obbligatoria la Black Box?

Riguardo ai vantaggi commerciali, io li chiamerei “vantaggi” che vengono strappati al mercato stressando i tempi di guida e di riposo, operando con formule assicurative non sempre in piena regola. “Sistemi di logistica” ha pubblicato sul numero 1 Marzo 2014, tutto quello che non dovrebbe fare l’autotrasportatore. Una Black Box obbligatoria può contenere questi livelli di “cattiva” gestione dei servizi e riportare il settore a livello di concorrenzialità europea e di trasparenza nei rapporti tra gli operatori e tra questi ultimi e le istituzioni preposte al controllo.

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