Abbiamo intervistato Pietro Antonio D’Alema, Direttore Generale di SILEA S.p.A., azienda che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti dell’intera provincia di Lecco, sui temi dell’economia circolare e delle tecnologie adottate per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Silea è l’azienda di riferimento nell’ambito territoriale della provincia di Lecco per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Il tema dell’economia circolare è di grande attualità, come lo affronta la vostra azienda?

Silea è il gestore del ciclo integrato dei rifiuti dell’intera provincia di Lecco ed altri comuni delle province di Bergamo e Como. Forniamo servizi di raccolta e igiene urbana a 87 comuni, per circa 350 mila abitanti, e possiamo contare su un impianto di termovalorizzazione con recupero energetico, un impianto di compostaggio ed un impianto di selezione avanzata delle plastiche derivanti dalla raccolta differenziata. La nostra vocazione di operatore dell’economia circolare si manifesta dunque sia  attraverso il “recupero di materia”, con il riciclo dei materiali raccolti in maniera differenziata (siamo stabilmente al di sopra del 70% sull’intero bacino gestito), sia attraverso il “recupero energetico”, con la produzione di oltre 70 milioni di kwh anno di energia da rifiuti e fonti rinnovabili.

Lei è arrivato in Silea recentemente e si è trovato subito ad affrontare l’emergenza Covid-19. Quali azioni avete messo in campo per la tutela a la sicurezza dei vostri operatori e dipendenti?

Abbiamo fin da subito attivato tutte le procedure necessarie al contenimento dell’epidemia. La nostra è stata una risposta immediata. Le iniziative, oltre alle continue attività di sanificazione delle sedi aziendali ed alla distribuzione di mascherine e DPI, sono andate in due direzioni: per tutti gli impiegati abbiamo attivato sin dal primo giorno lo smart working, fornendo gli strumenti necessari, dai PC alle connessioni. I risultati sono stati ottimali, spingendoci a dire che l’attività “da casa” sarà una modalità che abbiamo intenzione di istituzionalizzare anche per il futuro. Per quanto riguarda gli operai, invece, abbiamo scaglionato gli ingressi e le uscite in turno – per evitare assembramenti negli spazi comuni (docce, spogliatoi, timbrature) -, eliminato il doppio operatore sullo stesso automezzo ed imposto una serie di modalità operative a tutela della salute di tutti.

La tecnologia, sempre di più, aiuta a risolvere situazioni complesse come queste. In particolare l’APP Covid che avete adottato, realizzata da Viasat, vi permette di svolgere correttamente e secondo le norme di prevenzione, il servizio di raccolta per quelle utenze in quarantena. Ce ne parla?

La tecnologia si è subito rilevata un’alleata preziosa per poter continuare a svolgere un’attività così importante pur in presenza di una pandemia globale. Appena si è manifestata l’emergenza, abbiamo allestito un servizio di raccolta rifiuti specificamente dedicato alle singole utenze in quarantena distribuite in tutti gli 87 comuni: frequenze di raccolta potenziate, orari di raccolta differenziati, automezzi ed equipaggi ad hoc. I Comuni giorno per giorno ci segnalavano i nuovi casi di utenza da servire. Abbiamo dunque richiesto a Viasat di realizzare un’APP basata sulla geolocalizzazione dell’utenza e sulla consuntivazione della raccolta. L’APP, realizzata a tempo di record, è stata installata sugli smartphone sia dei nostri equipaggi che di quelli delle ditte in appalto. Tramite i sistemi IoT di Viasat abbiamo quindi potuto mappare correttamente utenze e percorsi, ottenendo indicazioni in real time sull’andamento del servizio e la certificazione delle attività svolte.

Quali progetti vedrà impegnata Silea nel prossimo futuro?

Sul fronte dei servizi, da ottobre avvieremo il sistema di tariffazione puntuale, con l’obiettivo di completare l’intero bacino servito: vogliamo far evolvere ulteriormente il nostro modello di raccolta porta a porta, per puntare così a superare l’80% di raccolta differenziata nei prossimi 3 anni. Per quanto riguarda lo sviluppo impiantistico sono già in fase avanzata i progetti di realizzazione di un sistema per tratta dei fanghi di depurazione e di una sezione di digestione anaerobica che ci consentirà di incrementare la capacità di trattamento della frazione organica e di produrre circa 1,8 milioni di metri cubi di biometano. Accanto alle iniziative di economia circolare, il focus strategico dell’azienda sarà sul fronte della Digital Transformation, per riorganizzare tutti i processi aziendali sfruttando le tecnologie digitali. Stiamo parlando di gestione integrata dei dati, sistemi di telecontrollo e telegestione, soluzioni applicative web-based, modelli di reportistica tecnica e finanziaria (anche in ottica Arera). Oggi le tecnologie sono consolidate e le persone – lavoratori ed utenti – sono pronte ad utilizzarle al meglio: per noi questa è la vera opportunità da cogliere per poter davvero ripensare il nostro modo di lavorare, e posizionarci nel migliore dei modi nel nuovo scenario che si sta delineando nel settore dei servizi ambientali.

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