La Telematica Satellitare per una “missione” sempre più sostenibile

Di Marco Petrone, Vice Presidente e Direttore del Corporate Development Viasat Group

Da qualche anno è cominciato un viaggio nellʼ“industria 4.0 dellʼautotrasporto”, alla scoperta del modello di gestione che dovrà guidare le aziende che si occupano di trasporto merci e logistica in un mercato globale sempre più competitivo ma anche più sicuro, legale, sostenibile. E sul tema la telematica gioca già oggi un ruolo strategico.
Si chiamano Fleet Management Systems e sono degli strumenti informatici che consentono la gestione automatica ed intelligente dei mezzi di trasporto merci. Grazie ad essi, come riporto in un mio recente intervento su Business Class Magazine, il personale di una società di logistica può conoscere la posizione dei propri camion ovunque essi si trovino, i chilometri che hanno percorso, il carburante che hanno consumato, lʼinquinamento che hanno prodotto, il tempo che gli rimane prima di poter consegnare la merce trasportata, quali strade conviene percorrere per evitare condizione di traffico e metereologiche avverse, se la merce è oggetto di furto e dove ritrovarla, se gli autisti hanno rispettato le pause del sonno e i limiti di velocità imposti per legge, e tanto altro ancora. Il tutto con un semplice click sul proprio computer. I moduli GPS, integrati in appositi computer di bordo installati sui mezzi, sono pertanto in grado di estrapolare una serie di informazioni e di costruire numerosi pacchetti per ottimizzare il “viaggio”. I dati attuali ci dicono, però, che ancora oggi il 25% dei mezzi adibiti al trasporto pesante che circolano in Italia (il 20% in Europa), viaggiano ancora a vuoto. Questo vuol dire che un camion ogni quattro che incontriamo in autostrada non sta trasportando nulla perché da un lato le logiche di carico e scarico manuali non hanno permesso di trovare una soluzione più intelligente, dallʼaltro perché gli operatori non sono interconnessi tra di loro con un sistema telematico. Le tecnologie FMS potrebbero quindi ridurre di un quarto lʼaffollamento delle strade, a parità di merci trasportate, riducendo contestualmente i tempi di percorrenza, il rischio di incidenti, il numero di incidenti stradali, lʼinquinamento prodotto e le susseguenti malattie.
Gli analisti del settore hanno stimato che alla fine del 2015 fossero attivi 5,3 milioni di questi sistemi nel solo vecchio continente, pari ad un tasso di penetrazione del 12,6%. Tali numeri dovrebbero crescere fino a 7,9 milioni alla fine dellʼanno corrente, per una penetrazione del 18,4%. E che alla fine del 2021 un mezzo di trasporto merci ogni tre circolanti sarà satellizzato e reso attivo dal punto di vista telematico satellitare.

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