Di Mario Bellotti, Marketing strategico e Sviluppo Business Big Data VIASAT GROUP

Non c’è dubbio che negli ultimi anni il rapporto complesso fra città e mobilità abbia assunto un ruolo centrale nelle strategie nazionali ed europee con l’obiettivo dichiarato di affrontare le sfide ambientali ed innalzare la qualità della vita. E già nei prossimi 10 anni potrebbe significativamente mutare il nostro modo di spostarci e di abitare le città. In tale contesto, la pianificazione integrata e un approccio di sistema assumono un ruolo chiave nella capacità di gestire un percorso virtuoso di innovazione della mobilità urbana senza subirla. E sarà la tecnologia a completare il processo per diventare smart city. Sul tema il PUMS (Piano urbano di mobilità sostenibile) può rappresentare un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Istituito dall’art. 22 della legge n. 340 del 24 novembre 2000, questo strumento di pianificazione strategica “Sviluppa, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), una visione di sistema della mobilità urbana, proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali”. Interpretare i repentini mutamenti della domanda diventa cruciale così come la valutazione in itinere delle scelte operative. E qui nascono in parte i problemi perché l’attuazione di una corretta politica di intervento, gestione e pianificazione del trasporto urbano si è scontrata in passato con una conoscenza del sistema mobilità nelle aree urbane spesso frammentata ed incompleta (alto costo e laboriosità delle indagini sulla domanda di mobilità, difficoltà a dare continuità nel tempo e copertura territoriale al monitoraggio, limiti di calcolo rispetto al volume di dati, soggettività dei risultati, etc.). Le città nell’era digitale possono invece far leva su innovazioni capaci di rivoluzionare il modo di fare pianificazione, superandone difficoltà e limiti del passato. Stiamo parlando della raccolta e gestione di dati e informazioni sulla mobilità attraverso i devices installati a bordo dei veicoli e, grazie ai Big Data Analytics, alla sempre più crescente capacità e velocità di analisi, simulazione e interpretazione dei fenomeni. L’analisi dei dati in tempo reale, se opportunamente governate, renderanno il sistema mobilità sempre più intelligente, sostenibile e performante. Le amministrazioni che coglieranno l’occasione del PUMS per pensare in modo nuovo i problemi che abbiamo davanti e per dotarsi di piattaforme di dati e servizi, aperti e abilitanti, avranno a disposizione modelli e strumenti per acquisire in maniera sistematica informazioni dalla rete e dal territorio. Non solo, avranno l’opportunità di rileggere il sistema di mobilità con una consapevolezza nuova, alla luce delle evoluzioni e innovazioni, e di orchestrare in un quadro armonico gli investimenti per promuovere con un approccio di sistema la mobilità sostenibile.

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