Intervista con Luca Persia, Direttore Centro Ricerca per Trasporto e la Logistica, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA – LA SAPIENZA

L’emergenza Covid-19 ha acceso un faro potente sulla logistica e in particolare sull’autotrasporto merci. Le imprese, con abnegazione e senza mai fermarsi, hanno contribuito a garantire la sopravvivenza stessa del Paese, attraverso la puntuale consegna dei beni di prima necessità (farmaci e prodotti alimentari) pur tra crescenti difficoltà. La funzione dell’autotrasporto è emersa come un gigante e ora il settore è chiamato a uno sforzo di modernizzazione per affrontare il futuro, che si annuncia complesso e ricco di nuove sfide.

Che ruolo gioca oggi il trasporto su gomma?
Il trasporto su gomma è ancora la modalità dominante in Italia per quanto riguarda la movimentazione delle merci, sia in fase primaria che in fase di distribuzione. Le statistiche ci dicono che oltre l’80% delle merci che circolano nel nostro paese viaggiano su Tir o veicoli commerciali, contro una media Ue del 73%. Un dato che non dovrebbe registrare variazioni significative nei prossimi anni.

Quali sono le principali dinamiche in atto nel settore?
Cercasi autisti disperatamente in Europa. Non è il titolo di un film ma è la fotografia di una carenza cronica del settore. Si registra poi la crescita esponenziale dell’e-commerce (+55% in era Covid-19), con diversa tipologia di clientela e richiesta di maggiore capillarità nella distribuzione. L’attenzione all’ambiente è, infine, considerata una linea guida inderogabile ed è stato posto l’obiettivo di zero emissioni per il 2050. L’aumento del traffico, la riduzione degli autisti e la problematica ambientale spingono all’utilizzo del trasporto intermodale per le medie-lunghe distanze, con il rischio dell’aumento delle tariffe per effetto dell’aumento della domanda rispetto all’offerta.

Una intermodalità che, almeno in Italia sembra sia ancora una scommessa …
L’intermodalità ferro-gomma risente dei limiti infrastrutturali e di servizio che, per via dei costi difficilmente comprimibili e flessibili, la rendono ancora poco appetibile. È anche vero che le imprese di autotrasporto difficilmente sono disposte a modificare il proprio modello operativo; tendono invece a concentrarsi sui servizi remunerativi consolidati. La crescita della domanda distributiva rende ancora più difficile il ricorso all’intermodalità, per via dei ‘transit time’ richiesti dai clienti, della frammentazione delle spedizioni e delle tariffe sempre più basse per via della concorrenza.

In ambito trasporto merci non si può davvero prescindere da piattaforme tecnologiche connesse e pienamente interoperabili tra i diversi operatori. A che punto siamo?
Il tema delle tecnologie informative e di comunicazione è attuale e fondamentale. L’evoluzione dei processi di gestione degli ordini, dei documenti e delle informazioni a supporto di una spedizione, incluso il tracciamento e l’esito, verso l’automazione, rendono imprescindibile per
gli operatori, inclusi i vettori, di essere connessi. Tuttavia, ad oggi, la realtà è che non esiste una piattaforma unica (l’unico tentativo di dare vita ad una piattaforma digitale nazionale per la logistica e il trasporto finora è rappresentato da UIRnet, con i risultati che conosciamo), così che tutti gli operatori logistici di settore si adeguano con sistemi in grado di dialogare tra loro. Sul tema l’Italia sconta un ritardo enorme, ce lo ricorda spesso anche l’Ue.

Quali sono le conseguenze di una non corretta gestione del processo tecnologico?
Oggi nessuna spedizione avviene senza un flusso di dati e senza un sistema di gestione in assenza dei quali è meno competitiva sul mercato, in quanto non può accedere all’acquisizione diretta di servizi. Se il processo è inaccurato, i livelli di servizio risulteranno scarsi (es. non si dispone di un sistema di gestione della flotta in grado di sostenere informazioni per il tracking) e metteranno a rischio l’efficienza operativa e, conseguentemente, l’esito della spedizione. Ne deriva una perdita economica e, molto spesso, la perdita del cliente.

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