Intervista con Sergio Tusa, Presidente Telematics Service Providers (TSP) Association

Come si sta evolvendo il mercato dei veicoli connessi?

Come premessa vale la considerazione che il settore delle auto viene costantemente influenzato dai cambiamenti tecnologici che, negli ultimi anni, stanno veramente ridefinendo i parametri di questo mondo. Le evoluzioni sono state inizialmente legate alla sicurezza passiva ed attiva, per arrivare ora alla contaminazione del mondo “mobile” con quello dei veicoli. Moduli di collegamento telematico installato a bordo delle automobili hanno aperto le porte allo sviluppo di servizi per le persone, per i veicoli stessi, e di servizi propri dell’ecosistema dell’auto.

Dalla connettività alla condivisione il passo è breve…

Certamente. Da questa tecnologia si sta anche ridefinendo, specie nelle grandi città, il concetto stesso di possesso del mezzo. Da un diffuso concetto di proprietà ad uno nuovo, più moderno. Mi riferisco al car sharing che, innovando, ha introdotto il “car as a service”. L’auto, dunque, sta diventando il punto centrale di servizi legati alla persona ed ai suoi spostamenti, immaginandola, in un futuro sempre più vicino, come parte di una costellazione di mezzi per la mobilità che includerà, a breve, anche il veicolo a guida autonoma.

L’avvento della connected car è quindi una risposta ad esigenze diverse?

Diverse, certamente, ma anche nuove esigenze. Mi riferisco all’utilizzo del tempo per svolgere altre attività all’interno del mezzo, ma anche a bisogni di sicurezza dal momento in cui, per esempio, su i lunghi tragitti autostradali i rischi legati alla stanchezza sarebbero annullati. Non solo. In scenari neanche troppo futuri, possiamo immaginare piattaforme collaborative su cui sofisticati sistemi di data analitycs supporteranno la profilazione degli utenti. Per fini assicurativi, già avviene, ma anche per governare, anticipandoli, i flussi di traffico sulle strade.

Per arrivare, infine, alla guida predittiva.

Non ci dobbiamo arrivare, ci siamo già. Sistemi di navigazione moderni regolati da apparati connessi hanno aperto le porte ad applicazioni che di gran lunga hanno superato, per efficienza e funzionalità, quanto fino ad oggi siamo stati portati ad utilizzare. Le applicazioni basate su dati generati autonomamente dalla comunità degli utilizzatori hanno ribaltato il paradigma. E, se ci riflettiamo, questo è il primo, vero, esempio di sistema che dalla generazione di dati da un veicolo aiuta la mobilità di altri veicoli. Il cammino è più che avviato, e sarà molto interessante.

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