Furti d’auto: un fenomeno all’insegna dell’Hi-Tech

È una rincorsa continua, sempre più all’insegna dell’high-tech, quella che vede impegnati da una parte i ricercatori delle grandi case automotive e i Telematics Service Provider nel proteggere con dispositivi sempre più all’avanguardia le auto, dall’altra i gruppi criminali ingolositi da un business illegale in crescita in Europa e negli Usa, con profitti stimati intorno ai 20 miliardi di euro. Una cosa è certa: il vecchio ‘topo d’auto’ armato di ‘spadino’ è praticamente sparito dalla circolazione, sostituito da professionisti tecnicamente preparati e con un solido background informatico. Un’evoluzione confermata dal fatto che sempre più spesso vengono ritrovate auto che non presentano alcun segno di effrazione.
Insomma, oggi i ladri di vetture si affidano all’high-tech per mettere a segno i loro colpi, senza correre grossi rischi. Circa le dinamiche delle statistiche poco è cambiato. Il numero delle macchine sottratte ai legittimi proprietari diminuisce di anno in anno con qualche eccezione e la mappa dei furti rivela che questo fenomeno è più frequente nelle zone dove è più difficile il controllo del territorio. Campania, Puglia, Lazio e Sicilia si confermano generalmente le regioni più a rischio, così come Roma, Napoli, Bari e Catania i Comuni. Tra le regioni del Nord, la Lombardia è certamente quella in cui vengono rubate più macchine. Nulla varia anche circa le caratteristiche delle auto: i ladri preferiscono le utilitarie a quelle lussuose. Questi modelli sono molto ricercati generalmente per farne un uso temporaneo, per commettere reati (rapine o furti) o per la vendita dei pezzi di ricambio. Quelle più pregiate, di medio-alta gamma, invece, spariscono generalmente “su commissione”, o per essere rivendute all’estero. Sul fronte dei ritrovamenti, infine, i trend storici sono molto preoccupanti e dimostrano come si stia sempre al di sotto del 50%. E di gran lunga.
Insomma, i numeri stanno lì a confermare come negli anni i passi avanti che si sono registrati sono stati possibili grazie a tecniche investigative sempre più all’avanguardia e soprattutto alla sempre maggiore diffusione della telematica satellitare, un “optional” ormai irrinunciabile sulle auto piccole o grandi che siano. L’installazione di dispositivi di sicurezza satellitare Viasat è indispensabile per arginare il fenomeno anche nei casi in cui un’organizzazione criminale particolarmente strutturata e organizzata, sia dotata di apparecchiature sofisticate in grado di contrastare l’antifurto. Ci sono in circolazione sistemi Jammer, vietati dalla legge, che disturbano il segnale GSM e GPS per impedire al dispositivo di trasmettere. In questo senso, le soluzioni satellitari di casa Viasat, utilizzando un sofisticato modulo GSM, riescono a intercettare il disturbo di segnale bloccando il veicolo e azionando il clacson. In questo caso, come in tutti gli altri, la Centrale Operativa Viasat attiva le forze dell’Ordine in meno di 120 secondi, riuscendo a recuperare gran parte delle auto (oltre il 70%) entro la prima ora dalla segnalazione di furto. E comunque un numero più del doppio delle medie nazionali.

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