A proposito di Scatola Nera

A cura dell’ANIA

Lo sviluppo delle Scatole Nere in Italia è stato fortemente legato all’evoluzione generale della tecnologia che ha impattato enormemente sui prodotti assicurativi che prevedono appunto l’utilizzo di strumenti telematici abbinati a polizze di copertura di responsabilità civile auto. Se inizialmente (alla fine degli anni novanta) si trattava di apparecchi tecnologici con finalità essenzialmente di antifurto e che consentivano la geolocalizzazione del mezzo, nella seconda fase (avviatasi a metà degli anni duemila) gli strumenti sono divenuti via via più sofisticati (includendo accelerometri e servizi di assistenza in caso di crash) e hanno consentito formule tariffarie per polizze a tempo o a chilometraggio predefinito (“pay as you go”). Ma è solo agli inizi di questo decennio che le Black Box hanno preso a monitorare lo stile di guida degli automobilisti dando il via allo sviluppo di tecniche di tariffazione sempre più sofisticate introducendo la cosiddetta practice del “pay how you drive”.
Lo sviluppo è stato particolarmente rapido e pronunciato: qualche mese fa è stato calcolato come il 17% del parco circolante sia dotato di questo dispositivo, contro il solo 5% che era stato registrato nel 2012. Come è ormai noto, i grandi incentivi per una maggiore diffusione delle Black Box ci sono stati in particolare a partire dal mese di agosto scorso, quando in Italia c’è stato un vero e proprio boom nel numero delle installazioni, grazie alle nuove introduzioni a livello legislativo.
Quindi, sugli oltre 30 milioni di autovetture quelle che hanno optato per l’installazione di un dispositivo telematico nel 2016 hanno sfiorato i 5 milioni (erano poco più di 1 milione solo all’inizio del 2010). La crescita media annua è stata superiore al 45%.
Prendendo come riferimento le caratteristiche basilari dell’assicurato, ad esempio l’età e il sesso, si nota come in Italia le incidenze più elevate siano riscontrabili fra i molto giovani (18-23 anni) e i giovani (26-31) che sono considerati i profili più a rischio. Ma nel corso degli anni vi è stata comunque una crescita più pronunciata rispetto la media annua generale anche per le fasce centrali di età (tra i 46 e i 51 anni), indice che l’appetibilità verso questa tipologia di polizze è andata progressivamente ampliandosi, interessando anche soggetti con una profilazione di rischio più contenuta. L’incidenza delle Scatole Nere è invece uguale fra i due sessi, con una lieve maggiore crescita nel tempo delle donne rispetto agli uomini.
Con riferimento poi alle caratteristiche del veicolo, sono quelli considerati più rischiosi ad avere una più alta presenza di strumenti telematici (in particolare le vetture con una potenza elevata, notoriamente più sinistrose) anche se, come registrato per le età dell’assicurato, si osserva che nel tempo la penetrazione di tali dispositivi è cresciuta trasversalmente, in maniera anche più pronunciata, per le macchine di bassa cilindrata.
Considerando infine l’età del veicolo, risulta che l’incidenza più elevata di Scatole Nere sia riscontrabile nelle autovetture con meno di 2 anni, sia perché – in molti casi – tali dispositivi sono ora presenti già al momento dell’uscita di fabbrica sia perché le vetture nuove, maggiormente esposte al rischio furto, sono più propense a utilizzare la telematica al fine di localizzare il mezzo in caso di furto. È interessante tuttavia evidenziare come la crescita sia stata molto pronunciata anche nei veicoli più vecchi (tra 6 e 10 anni) e oltre i 10 anni. Questo indica come l’appetibilità di prodotti innovativi sia trasversale e crescente fra tipologie di rischi molto differenti.

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