Sulla strada giusta

Intervista con Sergio Dondolini, Direttore Direzione Generale per la Sicurezza Stradale MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa e tutti stanno facendo la loro parte. I risultati raggiunti sono quindi frutto di un progressivo cambiamento che ha interessato e che interessa tutte le componenti del sistema: l’infrastruttura stradale, i veicoli circolanti, il comportamento degli utenti. Un ruolo rilevante del lavoro svolto è da attribuirsi, oltre all’efficacia che hanno avuto alcune misure di carattere legislativo, al Piano Nazionale della Sicurezza Stradale ed alle misure eseguite attraverso i suoi programmi di attuazione. Questi hanno portato alla realizzazione sul territorio di numerosi interventi finalizzati alla sicurezza.

Alla Direzione Generale per la Sicurezza Stradale è stato recentemente assegnato il compito di “Coordinamento nazionale sull’attuazione della disciplina in materia di infomobilità e di Intelligent Transport System (ITS)”. Quali strategie ed i punti d’azione?

La Direzione si è attivata per dare attuazione al Piano di Azione Nazionale sui Sistemi Intelligenti di Trasporto (ITS) adottato con Decreto ministeriale n. 44 del 12 febbraio 2014. In prima fase ci si è concentrati sui settori più sviluppati potendo, su questi, agire con maggiore efficacia. Ricordo, ad esempio, quelli relativi al miglior utilizzo delle tecnologie già presenti a bordo dei veicoli e all’accesso alle informazioni di mobilità. Una delle priorità sarà, fra l’altro, quella di acquisire tutti gli elementi necessari per monitorare le azioni in corso, e di specificare le attività per rendere operativo il Piano e aggiornare le “Date obiettivo” delle azioni del Piano stesso.

Con il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, Orizzonte 2020, quali risultati intendete raggiungere?

Il nuovo PNSS Orizzonte 2020 propone un obiettivo generale di riduzione della mortalità in accordo con l’indirizzo comunitario di dimezzare il numero di decessi sulle strade entro il 2020, e diversi obiettivi specifici, per particolari categorie “a maggior rischio”. La nuova strategia è stata impostata per agire sulle categorie del sistema stradale, che, rispetto ad altre, manifestano un livello di rischio maggiore o offrono un più elevato potenziale di miglioramento. Si tratta di alcune utenze particolarmente vulnerabili, i pedoni, i ciclisti, gli utenti delle due ruote a motore, e degli utenti coinvolti in incidenti in itinere.
Per le categorie a maggior rischio individuate, sono fissati obiettivi specifici di riduzione del numero di morti: pedoni (-60%), ciclisti (-60%), utenti delle due ruote a motore (-50%) e utenti coinvolti in incidenti in itinere (-50%). Inoltre, per tutelare una categoria particolarmente vulnerabile, dall’elevata valenza sociale, il PNSS Orizzonte 2020 stabilisce come principio guida nell’azione di miglioramento della sicurezza sulle strade che “Sulla strada: Nessun bambino deve morire” ponendosi, in tal modo, per tale categoria, in una logica di “vision zero”.
Sono quindi state definite delle opportune linee strategiche, indirizzate a rimuovere o mitigare i fattori di rischio associati a queste categorie. Il Piano pone inoltre particolare attenzione al sistema di gestione della sicurezza stradale e definisce delle attività rivolte al miglioramento del sistema di raccolta e trasmissione dei dati di incidentalità, alla creazione di strutture dedicate al monitoraggio della sicurezza stradale, all’elaborazione di piani e programmi efficaci ed efficienti, alla creazione di un Osservatorio nazionale della Sicurezza Stradale.

Intanto in Italia gli incidenti stradali continuano a diminuire …

È ormai dal 2001 che registriamo un trend positivo per la sicurezza stradale, caratterizzato da una importante riduzione dei decessi. Nel 2013 la riduzione su base annua della mortalità è stata di oltre 3.700 decessi in meno rispetto al 2001 con un decremento di circa il 53%. In alcuni casi la riduzione è stata ancora più alta, ad esempio il numero di decessi di conducenti e passeggeri di autovetture si è ridotto del 61%. Permangono tuttavia ancora diverse criticità, soprattutto per quegli utenti denominati “vulnerabili”. Basti pensare che nel 2013, un decesso in incidente stradale su due è stato un pedone, un ciclista o un utente delle due ruote a motore.
Migliorare la sicurezza di queste categorie, sulle quali, come detto, è posta particolare attenzione nel PNSS orizzonte 2020 rappresenta quindi una delle sfide del prossimo futuro.

Il Piano individua anche l’uso delle tecnologie come uno strumento idoneo ad aumentare la sicurezza sulle strade. Insomma, sempre più Black Box ed eCall?

Il PNSS accoglie le indicazioni europee sulla promozione degli ITS (Intelligent Transport System) e si coordina con quanto previsto dal Decreto ITS attuativo – “Diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS) in Italia” e dal Piano di Azione Nazionale sui Sistemi Intelligenti di Trasporto (ITS). In tal senso il Piano promuove la diffusione di “Black Box” ai fini dell’estensione dei servizi ITS, la diffusione di sistemi cooperativi, che agevolano lo scambio di informazioni fra veicoli e fra veicolo e infrastruttura, e di sistemi avanzati di enforcement come i sistemi “Alcohol Interlock” che prevengono l’abuso di alcol alla guida bloccando l’accensione del veicolo. Laddove opportuno, il Piano promuoverà la conduzione di sperimentazioni (Field Operational Test, FOT) per valutare i potenziali effetti su scala reale di tali sistemi. Sul fronte eCall, l’Italia ha partecipato al progetto europeo HeERO (Harmonised eCall European Pilot) la cui prima fase si è conclusa nel 2013. Il progetto, coordinato per l’Italia dalla Presidenza del Consiglio, si è proposto di testare e validare gli standard per la tecnologia eCall definiti a livello europeo. Il test site italiano è stato condotto a Varese dove è stato attivato il NUE (Numero Unico di Emergenza). L’esperienza ha consentito di valutare attentamente gli ostacoli e gli aspetti da affrontare per implementare il sistema su scala regionale e successivamente su scala nazionale.

Infine Direttore: quali le novità del Codice annunciate e che, sembra, entreranno in vigore nel 2015?

La finalità principale del Disegno di Legge delega per la riforma complessiva del Codice della Strada è perseguire gli scopi della sicurezza della circolazione stradale attraverso la redazione di un codice ispirato alla semplificazione e snellimento delle procedure. Questo nel convincimento che la chiarezza delle disposizioni normative agevoli la comprensione da parte dei cittadini e, in definitiva, porti ad un maggiore e più consapevole rispetto delle regole.
Nell’attuale testo, all’esame parlamentare, va rilevata una particolare attenzione verso misure normative atte a favorire un più efficace intervento in quelle aree che rappresentano alcune delle principali criticità in materia di sicurezza stradale quali la mobilità in area urbana e la sicurezza degli utenti vulnerabili.

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