Strategie vincenti

Intervista con Marco Petrone, CEO Viasat Telematics e Direttore del Corporate Development Viasat Group

Una lunga ininterrotta crescita in Italia e un processo di internazionalizzazione, avviato nel 2012, che non conosce momenti di pausa. Oggi Viasat parla molte lingue e ha molte case – da Torino a Roma passando per Lisbona, Madrid, Alcalà de Henares, Bucarest, Sofia, Varsavia, Bytom, Bruxelles, Londra, Southen-on-Sea, Santiago del Chile, Buenos Aires – dove lavorano quasi 600 persone che hanno portato il Gruppo a collocarsi tra i Top Players mondiali.
Viasat tra passato, presente e futuro e… una nuova sfida editoriale. Di cosa si tratta?
Per Viasat il passato è stata una cavalcata entusiasmante, il presente è senza dubbio ricco di soddisfazioni e il futuro si prospetta molto interessante. Si pensi che nata come “il primo, l’originale, l’antifurto satellitare”, Viasat oggi non è più solo un sinonimo di security, safety and assistance, ma anche di Fleet Management. Per soddisfare le molteplici e varie richieste del mercato, l’azienda ha dovuto specializzare team specifici sui diversi segmenti. Allo stesso modo, a distanza di 12 anni dalla prima edizione della “Guida alla Sicurezza”, in collaborazione con Istituzioni pubbliche ed aziende private, per il 2017 abbiamo ritenuto giusto raddoppiare il nostro impegno nel fornire informazioni chiare e complete a tutti i nostri stakeholder. Ecco quindi una pubblicazione ad hoc per tutti quegli operatori economici interessati alla filiera del trasporto, della logistica e della gestione di tutti quegli asset e quelle persone dislocate in diverse aree geografiche, tradotta in italiano e inglese, in modo da poter raggiungere con più facilità tutti i nostri lettori e follower.

Come prosegue la crescita internazionale del Gruppo?
La storia di Viasat Group – azienda nata nel 1974 ed affermatasi in Italia come first mover e leader del mercato domestico, prima di affacciarsi sull’arena competitiva internazionale – è una storia segnata da una crescita continua, solida e sostenibile. Le sue tecnologie si sono evolute di anno in anno, ampliando progressivamente la gamma di soluzioni telematiche richieste dai suoi Clienti, vecchi e nuovi. A pochi anni dall’apertura della sua nuova business unit FMS internazionale, Viasat ha registrato numeri dai quali non è difficile evincere la bontà della sua proposizione tecnologica, commerciale e qualitativa, con una base di veicoli e asset connessi passata dalle quasi 20.000 unità di dicembre 2013, alle quasi 150.000 di settembre 2017.

Su quali basi poggia la bontà del progetto internazionale di Viasat Group?
Le nuove tecnologie per la gestione delle flotte e il trasporto della merce appaiono oggi e sempre di più come un bene necessario per le società di logistica e per la comunità in genere. Da un lato, infatti, il monitoraggio dei veicoli e il tracciamento della merce rappresenta oggi un investimento dal ritorno immediato per le organizzazioni che ne fanno uso. Dall’altro lato, in uno spazio comune europeo dove le persone e le merci possono spostarsi liberamente, e in un momento storico in cui tra quelle persone e quelle merci possono nascondersi dei pericoli per la collettività, monitorare un veicolo e tracciare ciò che trasporta diventa anche un interesse collettivo. Si pensi ad esempio al rischio terrorismo o al controllo della filiera alimentare.

Tanto entusiasmo per una sfida accettata da tempo. È anche questa la ragione del successo?
Questa è certamente una. Ma ci sono molte altre ragioni per cui le persone impegnate in Viasat affrontano le sfide aziendali e professionali di ogni giorno con passione e dedizione. Da un lato c’è la carriera, certo, come la voglia di migliorarsi, di realizzare con successo i progetti affidati, di raggiungere gli obiettivi, ecc… Dall’altro ci sono motivazioni profonde, quelle che la ragione finge di ignorare e l’istinto ci ricorda ogni giorno: i 600 dipendenti del Gruppo Viasat e migliaia di collaboratori sparsi in 4 continenti, che credono come questi sistemi possano migliorare enormemente la qualità della vita delle persone. E insieme a loro, insieme a noi, ci piace constatare che cominciano a crederlo in tanti.

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