Sei in auto con stile

Intervista con Alberto Busetto, Responsabile Sviluppo Business Telematico GENERALI ITALIA

La sicurezza proattiva e la sensibilizzazione degli utenti della strada a un uso più consapevole dell’auto sono da sempre temi centrali per quelle compagnie che si affiancano a una forte spinta verso l’innovazione. Promuovere e premiare comportamenti virtuosi e sicuri è il modo migliore per fare assicurazione e questo porta benefici per i Clienti, ma anche per l’intera comunità.

Si stima che in Italia nel 2020 le polizze RC Auto telematiche rappresenteranno l’80% del portafoglio. Alla luce di ciò come sta cambiando l’offerta assicurativa?
Non so se le dinamiche saranno esattamente queste, ma non vi è dubbio che continuerà a crescere il tasso di penetrazione delle polizze telematiche e certamente questo è anche l’auspicio del legislatore. Negli ultimi anni, in questa direzione, si è osservato un intenso sviluppo dell’offerta, inizialmente focalizzata sulla riduzione del prezzo RC Auto e sulle funzionalità antifurto dei dispositivi. Mentre oggi la connected insurance propone formule innovative di personalizzazione molto più articolate e spinte verso l’ambito dei servizi. Per quanto riguarda Generali è proprio ciò che sta avvenendo: il ricorso alla telematica, non vuol dire solo far pagare meno, ma soprattutto abilitare una serie di servizi orientati a far ridurre al Cliente il rischio che corre sulla strada e, quindi, ad aumentare la sua protezione. Le nostre soluzioni tengono conto in maniera evoluta e interattiva delle caratteristiche e dello stile di guida dell’assicurato: supportandolo, anche con feedback visivi, e facendogli toccare con mano, in tempo reale, il livello di rischio a cui è esposto durante la guida in strada. Ne deriva una maggiore consapevolezza del cliente ad assumere comportamenti responsabili.

Dai Big Data all’Internet of Things. Come riuscite a gestire in Generali questa mole di informazioni?
I nostri assicurati sono quotidianamente connessi con i nostri data base, che aggregano le informazioni in modo tale da ricostruire stili e modalità di utilizzo dell’autoveicolo. Questo permette, in chiave di servizio, di modellare e offrire soluzioni dettagliate e personalizzate, in base alle esigenze di mobilità della clientela. Tutto ciò è supportato da un’infrastruttura dedicata a cui i nostri provider sono collegati. Si tratta di un database di Big Data strutturato al servizio della connected insurance di Generali.

“Generali sei in auto con stile”: polizze che tengano conto sempre di più anche dello stile di guida. Ce ne può parlare?
“Sei in auto con stile” è il superamento della logica della polizza chilometrica. È un servizio innovativo che accompagna il Cliente, monitorandone lo stile di guida e restituendo in forma evoluta – sia tramite dashboard sia attraverso feedback visivo – quelli che sono gli utilizzi dell’auto. Il Cliente, a seconda del livello di rischio che corre, troverà un’offerta sempre più ritagliata su misura per le sue esigenze potendo beneficiare di importanti vantaggi sia in termini di servizio che di costo.

Questo significa che lo sconto sulla polizza non rappresenterà più l’unico driver dell’offerta assicurativa?                                                                                                                              Lo sconto sulla polizza è uno degli aspetti, pur importante, ma non il principale. E la nostra strategia di diversificazione dell’offerta Connected Insurance prevede di sviluppare servizi in mobilità. Questa è la logica che ci guida. Le nostre soluzioni telematiche, pertanto, si propongono di essere sempre di più dei servizi in mobilità: come, ad esempio, la possibilità di ripartire con un’automobile di servizio dal luogo del fermo; l’attivazione di un servizio proattivo di emergenza con la Centrale Operativa, che contatta il Cliente qualora ci sia una segnalazione di evento di crash; la funzione di individuare la posizione e di bloccare da remoto il veicolo in caso di furto. Questi solo per citarne alcuni, ma altri servizi si aggiungeranno alimentati dal fatto che l’assicurato ha deciso di adottare un approccio connesso con Generali Italia. Ciò darà la possibilità di accedere a un ventaglio molto più ampio di servizi e soluzioni, rispetto a quelli che normalmente può offrire un prodotto tradizionale.

Quanto le BlackBox e le sue evoluzioni rappresentano un punto di partenza del nuovo corso delle strategie assicurative?
Per quanto riguarda Generali, il tema non è solo quello della BlackBox, ma di instaurare un dialogo e una relazione in connettività: ossia la possibilità di avere uno scambio molto più ricco di esperienze del Cliente, a cui noi possiamo rispondere con un servizio puntuale e personalizzato. Questo, oggi, ha già portato allo sviluppo di soluzioni auto.
Con questa logica seguiranno nuove proposte anche su altri ambiti della vita delle persone: non solo la mobilità, quindi, ma anche l’abitazione e la salute. La BlackBox per noi è solo una delle declinazioni del concetto più ampio di connected insurance.

Come è cambiato il rapporto Compagnia-Cliente alla luce di tutte queste innovazioni?
Il rapporto è radicalmente cambiato. L’assicuratore non punta a vendere un prodotto per poter rimborsare o farsi carico di un danno per conto di un assicurato: il nostro livello di business si sposta nella logica di servizio per far stare meglio il Cliente. Tradotto, significa abbassare i rischi che corre, aiutarlo a interpretare le dinamiche quotidiane, fornirgli un servizio personalizzato molto più frequente e interattivo. Il ruolo di Generali è quello di cambiare il paradigma: vogliamo essere un partner del Cliente per rendergli la vita più facile, semplice e smart, e non solo rimborsare dei sinistri.

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