Niente logistica senza riforme

Intervista con Carlo Mearelli, Presidente ASSOLOGISTICA

Serve certezza legislativa, meno burocrazia, procedure molto più semplici per rilanciare la logistica e avviare la ripresa”. Non solo. È altresì necessario sviluppare e incentivare l’utilizzo della tecnologia info-telematica che in questo settore è e resta centrale per abbattere i costi e migliorare l’efficienza. Il rischio per chi resta indietro? Solo uno: la chiusura dell’azienda!

Che periodo vive oggi la logistica italiana?

È un periodo di bivio. Dopo anni di investimenti a pioggia e gestioni logistiche territoriali senza alcuna governance con sprechi fortissimi anche in termini di utilizzazione efficiente di quel che abbiamo, non c’è più tempo per continuare a tergiversare. L’Europa ha indicato una strategia complessiva con i corridoi, adesso la politica italiana deve decidere poche regole chiare e incisive che consentano a noi operatori di continuare a lavorare in questo paese.

Quali le inefficienze e le problematiche? E quali invece le potenzialità da sviluppare?

Le centinaia e centinaia di casi “ultimo miglio” che ingorgano i collegamenti terrestri dei porti, le pratiche di controllo sulle merci che scontano l’arretratezza infrastrutturale del nostro Paese che ancora non è dotato di banda larga. Le potenzialità potrebbero essere molte, ma non sono eterne. Nel mercato globalizzato delle merci, dove la logistica si confronta quotidianamente anche se l’impresa è insediata in una sperduta provincia italiana, essa si sposta rapidamente creando nuove domande laddove incontra un’offerta adeguata.

Un recente studio di Viasat attesta come le prospettive di crescita del settore dipendano dallo sfruttare appieno le opportunità tecnologiche disponibili sul mercato. Cosa ne pensa?

Penso che la tecnologia è ciò che fa la differenza delle merci come delle persone. Basti pensare alle vere e proprie rivoluzioni nei costumi e nelle economie che ha portato Internet. Nella logistica delle merci la tecnologia è uno dei fattori principali di competitività per efficienza, produttività e sicurezza. Dai magazzini di stoccaggio, ai terminal portuali e aeroportuali alle diverse modalità di trasporto è la tecnologia che consente la conservazione corretta delle merci, un trasporto di esse efficiente e puntuale, la tracciabilità dei prodotti e delle materie prime che facilita i controlli, la possibilità ai magazzini di operare per multiclienti e multiprodotti. Ma questo in Italia sembra solo una bella favola. Persino la tecnologia non può farcela contro i problemi prodotti dalla inefficienza infrastrutturale dei trasporti a cominciare da quella della rete ferroviaria, o dalla burocrazia, gestita da organi differenti su una stessa cosa con orientamenti opposti, che impera ovunque bloccando a tempo indeterminato tutte le iniziative e dunque gli investimenti.

La tecnologia info-telematica come scelta ineludibile per abbattere i costi operativi e per migliorare l’efficienza logistica. Quali le conseguenze per chi resta indietro?

Di diventare come una vecchia auto, che nessuno vuole più se non quei pochi collezionisti che al primo graffio te ne abbattono il valore antiquario. Questo per un’azienda significa chiusura.

La logistica rincorre il salto di qualità. Saremo pronti o continueremo a rincorrere?

Gli operatori di logistica in c/terzi il salto di qualità l’hanno già fatto da soli da lungo tempo, perché diversamente ci saremmo estinti. Il problema ora è, per le grandi imprese, se restare in Italia o andare a fare le stesse cose altrove, portando via, per effetto di mercato, anche molte merci finora prodotte in Italia; mentre per quelle più piccole è in gioco la loro stessa sopravvivenza.

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