Nella Golden Hour ogni minuto è prezioso

Intervista con Maria Pia Ruggieri Presidente Nazionale, SIMEU Società italiana della medicina di emergenza urgenza

Per il paziente traumatizzato è necessario agire rapidamente ed efficacemente in condizioni logistiche spesso difficili. È quindi fondamentale un corretto e tempestivo approccio al paziente traumatizzato già nelle prime fasi di intervento sanitario – fase preospedaliera – per favorire la scomparsa dei tempi morti e le giuste scelte terapeutiche derivanti sempre da una diagnostica estremamente corretta. Nella “GOLDEN HOUR“, si sa, ogni minuto è prezioso.

Quanto pesa l’incidentalità stradale nell’ambito delle emergenze ed urgenze?
Secondo l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, nel 2014 sono stati oltre un milione i morti per incidente stradale nel mondo. Tra le categorie più a rischio ci sono i motociclisti, tra cui si verifica il 23% delle morti, seguiti dai pedoni (22%), mentre il tasso tra i ciclisti è del 4%. In Italia, sempre nel 2014, i decessi a seguito di incidente sono stati oltre 3.300. Inoltre, sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, si è calcolato che i feriti gravi sono stati circa 15 mila, contro i 13 mila del 2013 (+16%). Il numero di feriti gravi in incidente stradale per ogni decesso, invece, è pari a 4,4 (3,8 nel 2013).
In generale, il trauma grave è al quarto posto come causa di morte dopo patologie cardiovascolari, malattie infettive e tumori e proprio gli incidenti stradali sono tra le principali cause di trauma grave. Questo quadro rende evidente quanto gli incidenti stradali rappresentino uno dei principali capitoli nell’attività delle strutture di Emergenza-Urgenza.

Qual è il costo sociale che il nostro Paese deve sostenere?
I giovani sono fra le prime vittime di trauma, che rappresenta la prima causa di morte per gli europei al di sotto dei 45 anni. Per valutare il costo sociale degli incidenti stradali è necessario tener conto anche dell’enorme peso delle invalidità: secondo stime recenti, per ogni decesso dovuto a cause traumatiche, sono oltre 200 i casi di invalidità permanente. Anche in questa eventualità, il fatto che i giovani siano tra i più colpiti aggrava il “costo” di tali eventi, perché si tratta della fascia di popolazione con una maggiore aspettativa di vita produttiva e, da un punto di vista strettamente economico, l’impatto delle necessità assistenziali si estende su un arco di molti anni. E solo con riferimento ai decessi, sempre l’Organizzazione mondiale della sanità stima che nell’anno 2014 nel nostro Paese gli oltre 3.300 morti per incidente stradale gravino sul nostro Pil per l’1,8% del totale.

Quali sono i principali fattori di rischio?
I fattori di rischio principali sono noti e ampiamente descritti: le elevate velocità, il mancato utilizzo dei mezzi di sicurezza (cinture soprattutto), e l’abuso di alcol e sostanze sono al primo posto. Gli interventi di legge mirati a sanzionare in modo tangibile questi comportamenti (la detrazione dei “punti” o il ritiro della patente per intenderci) hanno avuto un concreto effetto nel ridurre la frequenza e la gravità dei traumi stradali in Italia. Non dobbiamo dimenticare come “fattori di rischio” alcune ore dei giorni feriali (le ore di punta), alcuni giorni della settimana (incidenti del sabato sera) e alcune stagionalità (l’estate nelle località turistiche ad alta affluenza).

Che impatto ha, in termini di vite salvate o riduzione del danno, l’immediatezza del primo soccorso medico e di diagnosi?
Il trattamento efficace del trauma grave poggia interamente sulla possibilità di fare “le cose giuste entro un tempo giusto”, cioè agire in tempi rapidi ed in modo organizzato per curare le conseguenze dirette del trauma (l’effetto dell’impatto) ed il danno secondario agli organi vitali derivante soprattutto da ipossia ed ipovolemia (i grandi killers). L’insieme delle valutazioni e delle manovre clinico-assistenziali necessarie nelle prime ore di gestione del trauma, sul territorio e nei Dipartimenti d’Emergenza, è stato sistematizzato in protocolli validati internazionalmente, capaci nei fatti di ridurre le morti evitabili.

Detto questo riteniamo che la tecnologia possa fare la differenza. Lo dimostra la riduzione della gravità dei traumi stradali che è conseguita all’introduzione delle tecnologie volte alla sicurezza nell’industria degli autoveicoli (airbags, barre laterali, abs, tecnologia dei pneumatici, utilizzo di materiali ignifughi ecc.). E un grosso aiuto per l’immediatezza del soccorso ci viene dato anche dai dispositivi satellitari installati sui mezzi, come la Scatola Nera. Confidiamo che dal 2018, con l’introduzione per legge del sistema e-Call si possa migliorare ulteriormente.

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