Le assicurazioni abbracciano la rivoluzione tecnologica

Di Amato Della Vecchia, Managing Director ACCENTURE STRATEGY Insurance Strategy ICEG Lead

Accenture è una delle aziende leader al mondo – più di 319 mila professionisti, in oltre 120 paesi – nel settore della consulenza e dei servizi di outsourcing, grazie alle sue competenze in ambito strategy, digital, technology e operations. Combinando un’esperienza unica, competenze in tutti i settori di mercato e nelle funzioni di business e grazie a un’ampia attività di ricerca sulle aziende di maggior successo al mondo, collabora con i suoi Clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, per aiutarli a raggiungere alte performance.


Il mercato assicurativo in Italia: lo stato attuale e i principali trend evolutivi. In un contesto globale in lenta ripresa, i risultati del mercato assicurativo italiano continuano ad essere positivi, seppur con tassi di crescita ridotti rispetto agli anni precedenti (raccolta premi 2014-2015: +2,5%). Guardando all’Auto si osserva, tuttavia, una riduzione costante della raccolta premi (-3,5% 2010-2015), principalmente dovuta al premio medio Rca che, negli ultimi 3 anni, risulta diminuito del 17%. Alla riduzione dei premi, che ha comportato anche il peggioramento degli indicatori di redditività, si collega lo sviluppo delle compagnie dirette, che negli ultimi 5 anni hanno visto aumentare la propria raccolta premi del 7,2% (fonte: Ania). Contemporaneamente, il comportamento e le esigenze del Cliente assicurativo stanno evolvendo, imponendo alle compagnie una gestione differenziata dei diversi “profili” di consumatori: dai “Nomadi Digitali” (pronti alle transazioni “solo online”) ai “Value Explorer” (focalizzati sulla relazione umana come le leve della soddisfazione), fino ai “Quality Seeker” (che ritengono l’integrità del brand e l’eccellenza del servizio le chiavi per la fedeltà a lungo termine).

In tale contesto, si aggiunge la rivoluzione tecnologica degli ultimi anni, che parte, innanzi tutto, dalla diffusione dell’Internet of Things. Un fenomeno che, in un settore come l’Auto, vede i premi globali “connessi” passare da 7,8 miliardi di Euro nel 2015 a 50 miliardi di Euro nel 2020 (CAGR15-20 +45%) e, nello stesso periodo, un numero di polizze “connesse” che passa da 12,3 milioni a 96,9 milioni (Fonte: Ptolemus, UBI Report). Un trend in crescita che ha spinto anche la nascita di start-up e iniziative dedicate all’innovazione del business assicurativo tramite la tecnologia (c.d. InsurTech).

L’impatto dell’Internet of Things nell’Assicurazione Auto. L’impatto dell’Internet of Things risulta differente in base alle condizioni di mercato e alle attese dei consumatori dei diversi Paesi che, all’interno del panorama internazionale, risultano eterogenee. Il mercato statunitense è sicuramente il più sviluppato, sia in termini di volumi (6,2 milioni di polizze telematiche), sia in termini di sofisticazione dei modelli di pricing, con la diffusione di tariffe comportamentali (Pay-How-You-Drive), in grado eventualmente di incorporare feedback in real-time per il miglioramento delle performance di guida (Manage-How-You- Drive).

Il nostro Paese è, invece, il primo mercato in Europa, secondo le prime stime per il 2016, con 5,6 milioni di polizze “connesse” e una penetrazione sul portafoglio Auto del 17%, superiore anche all’incidenza americana (6%) e prevista in crescita al 30,8% entro il 2020 (vs. 26,4% degli USA). Il mercato italiano è, oggi, focalizzato sull’offerta di prodotti chilometrici (Pay- As-You-Drive), abbinati a servizi in ambito sinistri volti alla riduzione delle frodi e del costo dei sinistri.

Il mercato assicurativo inglese, al secondo posto in termini di polizze telematiche (circa 500.000), è caratterizzato da una raccolta in diminuzione (-2,0% negli ultimi 4 anni) con un premio medio Rca elevato (376 Euro nel 2015) e livelli di profittabilità bassi (combined ratio pari a 104%, vs 94% in Italia), principalmente a causa del costo delle lesioni (ca. 15.000 Euro, vs media EU di ca. 3.000 Euro). Da qui lo sviluppo di un’offerta telematica focalizzata sulla riduzione dei premi medi, tramite l’utilizzo di modelli PHYD che garantiscono sconti a rinnovo, in base al comportamento di guida (rilevato tramite soluzioni “Mobile only” o OBD dongle, per il basso impatto sul premio finale), e stimolano comportamenti virtuosi che indirizzino, soprattutto, segmenti di clientela soggetti a maggior sinistrosità (es. neo patentati).

Sebbene oggi conti solamente 46.000 polizze telematiche, il mercato francese è previsto in forte sviluppo, con una crescita attesa al 2020 del 46% vs 26% in UK. L’imperativo del mercato francese è l’efficienza, soprattutto nella gestione dei sinistri (loss ratio pari a 85%, vs 72% italiano) che impatta in modo rilevante la profittabilità (combined ratio a 106%), aggravata dal trend di mortalità stradale in aumento. Attualmente, l’offerta è guidata da soluzioni TBYB (Try-Before- You- Buy), alcune delle quali volte esclusivamente alla sensibilizzazione dei guidatori alla prevenzione del rischio. La Germania, infine, rappresenta il principale mercato europeo in termini di premi (23,4 miliardi di Euro nel 2014, contro i 20 miliardi della Francia, 18,4 miliardi in UK e 17,6 miliardi in Italia). L’imperativo strategico qui è sviluppare la telematica Auto, business ad oggi ancora poco maturo, facendo leva su una raccolta premi in aumento (+4,6%2012-2015), il più grande parco Auto d’Europa (44,4 milioni) e Clienti sensibili al prezzo (premiomedio RCA di 260 Euro, inferiore agli altri paesi),ma disponibili a pagare un “premium” per avere servizi a valore aggiunto. Come in Italia, l’offerta tedesca è incentrata su “servizi estesi”, dalla Sicurezza stradale al Social, associati a sconti “personalizzati”, in base alle performance di guida.

Prospettive future: dalla Connected Car alla Driverless Car. Oltre allo sviluppo di offerte assicurative “connesse”, negli ultimi anni le compagnie hanno stipulato accordi commerciali direttamente con i player Automotive. L’obiettivo è sfruttare le nuove soluzioni di connettività “nativa” delle auto per offrire coperture assicurative personalizzate.

La nuova frontiera non è tuttavia l’Auto connessa, ma un veicolo che, sfruttando le innovazioni tecnologiche, sia in grado di circolare senza l’aiuto umano. I principali player Automotive si stanno già muovendo verso lo sviluppo di soluzioni “driverless”, con stati di avanzamento e piani di sviluppo diversi. In questo scenario, le Compagnie dovranno affrontare l’annosa questione della responsabilità del rischio assicurativo, ma resta indubbia la necessità di guardare anche a queste evoluzioni in ottica assicurativa.

Le nuove direttrici di crescita per il business assicurativo di domani. È un fatto, ormai, che il mercato assicurativo non possa prescindere dall’”interazione” con l’innovazione tecnologica e gli attori ad essa collegati. Il contesto che ne deriva rischia di rendere il vantaggio competitivo creato dai tradizionali modelli di business non più sostenibile, tanto che più dell’80% delle compagnie pensa che i modelli attuali debbano essere ripensati radicalmente (la pena della mancata evoluzione è una perdita sostanziale di valore, che può portare a una riduzione dell’EBITDA intorno al 30-40%).

Una strategia alternativa, in grado di far leva sulle opportunità introdotte dalle innovazioni automobilistiche e non, è la creazione di “ecosistemi” di partnership, capaci di sfruttare le caratteristiche di Car Maker, Start-up e Compagnie, per integrare prodotti e servizi, rendendoli disponibili ai Consumatori in maniera sistemica, all’interno di una nuova esperienza di guida. Questo modello di business, chiamato “collaborativo”, permette alle compagnie di estendere la propria catena del valore, riuscendo a raggiungere nuovi Clienti potenziali e generando valore addizionale per se stesse e per l’intero ecosistema.

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