La tracciabilità, un valore al servizio del Made in Italy

Intervista con Cinzia Franchini Presidente CNA – Fita

Già oggi le esigenze di localizzazione satellitare passeranno sempre di più dai mezzi alle merci trasportate. La tracciabilità dei prodotti, quindi la possibilità di ricostruire il percorso sono divenuti nel corso degli ultimi anni fattori sempre più distintivi e capaci di creare valore per tutto il Made in Italy. La tecnologia rappresenta quindi “Una leva indispensabile per l’impresa purché non condizionata in ambiti progettuali e normativi che la fanno percepire come una costosa e fastidiosa gabbia. CNA – Fita crede a tal punto nel valore della tecnologia che sarà vigile e attenta affinché non si sbagli approccio”.

Trasporto merci in Italia. Qual è oggi lo scenario? Quali i numeri maggiormente significativi?

L’autotrasporto su strada, nel primo semestre dello scorso anno, conferma i timidi segnali di ripresa già avuti nel 2013. Ovviamente permangono le criticità dei costi operativi che, per il mercato italiano, sono il vero problema. Pedaggi, assicurazioni, carburante (un po’ meno in questo momento in cui il calo dei costi è per noi una vera boccata d’ossigeno) e il costo del lavoro rappresentano il vero freno alla ripresa del settore. In Italia questi costi rimangono ben al di sopra di quelli medi europei, sul carburante poi siamo in cima alla lista dei mercati più cari. La moria delle imprese invece rimane la nota dolente dove l’autotrasporto sta soffrendo anni di inerzia sulle questioni che contano. Come CNA-Fita abbiamo avanzato molte proposte per dare impulso alla ripresa ma soprattutto per restituire alle nostre aziende la possibilità di recuperare competitività rispetto alla concorrenza straniera.

Perché si preferisce la modalità su gomma a discapito delle altre possibili?

I motivi sono molteplici e, come spesso accade, è il concorso di “colpe” a creare la dinamica. Poca cultura logistica, gap infrastrutturali macro e micro, costi operativi fuori mercato e una concorrenza europea agguerrita e molto competitiva rappresentano ragioni plausibili per giustificare il primato assoluto della gomma in Italia.
Alla fine però vi sono anche questioni di non poca importanza che rendono questa modalità assolutamente avvantaggiata e in grado di soddisfare la domanda. Mi riferisco alla orografia della nostra Penisola, alla sua struttura industriale e di piccole e medie imprese poco concentrate; motivi e caratteristiche tipiche italiane che fanno dell’autotrasporto la modalità più adeguata. Parlo del trasporto in conto terzi che sa anche garantire efficienza e sostenibilità e una “spiccata” capacità nel garantire standard di servizio e di flessibilità elevati a costi molto contenuti.

Le esigenze di localizzazione satellitare passeranno sempre di più dai mezzi alle merci trasportate. Quanto oggi la tracciabilità dei prodotti e delle spedizioni è garantita?

Come associazione di categoria siamo per la massima trasparenza e tracciabilità, e in questo modo sarà possibile individuare le responsabilità di ciò che non funziona dove realmente sono all’interno della filiera complessa della logistica e del trasporto.
CNA-Fita per fare tutto ciò non ha certo aspettato costosi progetti dirigistici nei sistemi intelligenti di trasporto. La tracciabilità è un valore se al servizio dell’utenza, mentre diventa una pericolosa zavorra se utilizzata male o, peggio ancora, se asservita a logiche che con la competitività, il mercato e il mondo produttivo delle imprese c’entrano poco.
CNA-Fita è tra i promotori di un nuovo progetto, Tiristoro.it, con cui stiamo diffondendo la positiva cultura tecnologica al servizio delle imprese che vogliono fare della trasparenza e della tracciabilità un valore centrale per la loro impresa. Il tutto senza un euro di incentivo pubblico ma con tanta buona volontà. Ovviamente c’è molta diffidenza e soprattutto si devono recuperare i guasti fatti nel passato.
L’esperienza Sistri è lì, dietro l’angolo, a ricordarci quanto e come la gestione e l’impostazione gestionale di progetti, in teoria validi, possano trasformarsi in fallimenti. Quell’esperienza rimane fondante per l’approccio che CNA-Fita intende avere anche nei confronti del progetto UIRNET affinche non diventi l’ennesimo corridoio obbligato verso gestioni interessate e onerose a carico dell’autotrasportatore.

Presidiare la catena logistica di trasporto, elemento strategico valorizzare il Made in Italy?

Una delle nostre proposte, in linea con quanto già accade in Germania e in altri paesi europei, è di integrare il trasporto e la logistica al concetto di distretto del Made in Italy costruendo così anche agevolazioni mirate a preservare un valore produttivo e logistico italiano agganciato al concetto della qualità.

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