Incidenti stradali: dove, chi, come e quando

A cura di ACI/ISTAT

A partire dal 2011 è stata inaugurata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dalla Commissione Europea la nuova decade di iniziative per la Sicurezza Stradale 2011-2020. L’obiettivo fissato per il 2020 consiste nell’ulteriore dimezzamento, a partire dal 2010, dei morti sulle strade in Europa e nel mondo. Ma oggi, quanti sono? Dove si verificano, perché e chi coinvolge? L’annuale Rapporto sulla Sicurezza Stradale fornisce tutte le spiegazioni.

INCIDENTI: QUANTI?
Nel 2013 sono stati 181.227 gli incidenti stradali con lesioni a persone rilevati in Italia. Essi hanno causato il decesso di 3.385 persone mentre altre 257.421 sono rimaste ferite. Ogni giorno, durante il 2013, si sono verificati in media 497 incidenti stradali con lesioni a persone, sono morte 9 persone e ne sono rimaste ferite 705. Rispetto al 2012, si riscontra una diminuzione del numero di incidenti (-3,7%), di feriti (-3,5%) e di morti (-9,8%). Fra il 2013 e il 2010 le vittime della strada diminuiscono del 17,7%. Prosegue dunque il trend discendente della mortalità già rilevato nella precedente decade.

INCIDENTI: DOVE?
Nel 2013, sulle strade urbane si sono verificati 136.438 incidenti (75,3% del totale), che hanno causato 184.683 feriti (71,7% del totale) e 1.421 morti (42,0% del totale). Sulle autostrade gli incidenti sono stati 9.265 (il 5,1% del totale) con 15.447 feriti (6,0% del totale) e 321 decessi (9,5% del totale) mentre sulle altre strade extraurbane, comprensive delle Strade Statali, Provinciali, Comunali extraurbane e Regionali, gli incidenti rilevati sono 35.524 (19,6% del totale), i feriti 57.291 (22,3%) e le vittime 1.643 (48,5%).

Rispetto al 2012, su tutti gli ambiti stradali si registra una riduzione sia degli incidenti con lesioni a persone sia dei morti e feriti. La diminuzione è più accentuata sulle strade urbane, consistenti anche i miglioramenti conseguiti sulle strade extraurbane.
Più contenuto il calo registrato sulle autostrade. Tuttavia, è utile ricordare gli importanti risultati conseguiti, in termini di riduzione delle vittime sulle autostrade, a seguito dell’attivazione del sistema “Tutor”, introdotto nel 2006. Tra il 2013 e il 2010, gli incidenti in autostrada sono diminuiti del 23,3%, i decessi del 14,6% e i feriti del 16,6%.

INCIDENTI: QUANDO?
Nel 2013 il maggior numero di incidenti stradali con lesioni a persone si è verificato a luglio (17.766), con una media giornaliera di 573 incidenti. Il maggior numero di morti è stato invece registrato ad agosto, 347 in termini assoluti e 11 in media giornaliera, mese in cui anche l’indice di mortalità ha toccato il suo picco, 2,38 morti ogni 100 incidenti. Il venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti con lesioni a persone (28.066, pari al 15,5% del totale) e di feriti (38.808 pari al 15,1% del totale). La domenica presenta invece la frequenza più elevata, in termini assoluti, per i decessi (592, pari al 17,5% del totale), seguita dal sabato (529 morti) e dal venerdì (494 morti).
Durante l’arco della giornata, un primo picco del numero di incidenti si registra tra le 8 e le 9 del mattino, un secondo alle 13 ed un terzo tra le 18 e le 19. L’indice di mortalità si mantiene superiore alla media giornaliera (1,87 decessi ogni 100 incidenti) fra le 21 e le 7 del mattino mentre raggiunge il valore massimo intorno alle 3 e alle 6 del mattino (5,1 e 5,3 decessi ogni 100 incidenti).

INCIDENTI: COME?
La tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale, seguita dal tamponamento. Ma considerando l’indice di mortalità, la tipologia di incidente più pericolosa è lo scontro frontale (4,61 decessi ogni 100 incidenti), seguita dalla fuoriuscita di strada e urto con ostacolo accidentale (3,96 decessi ogni 100 incidenti) e dall’investimento di pedone (2,68 decessi ogni 100 incidenti).
Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata).

INCIDENTI: CHI?
Delle 3.385 vittime della strada nel 2013, 2.691 sono maschi e 694 femmine. Per i maschi, la classe di età in cui si registra il maggior numero di decessi è quella compresa tra i 20 e 24 anni (248); seguono, con numerosità pressoché analoghe, le fasce di età 25-29 e 40-44 anni (221 e 222
decessi). Per le femmine, benché i livelli di mortalità siano molto più contenuti rispetto a quelli dei maschi (con proporzione di circa 1 a 4 in termini assoluti), i valori massimi nel numero di decessi si registrano nella classe di età 20-24 anni (57 decessi). Per quanto riguarda i feriti in incidenti stradali, le età per le quali si registrano frequenze più elevate, per entrambi i sessi, sono quelle comprese tra i 15 e i 44 anni, con un picco nella classe di età 20-24.
Tra i passeggeri infortunati frequenze non trascurabili si registrano anche fra i bambini di 0-9 anni, fatto che evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sul corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza e dei sistemi di ritenuta studiati appositamente per i bambini.
Il pedone è uno dei soggetti più vulnerabili fra le persone coinvolte in incidenti stradali. Il rischio di infortunio causato da investimento è particolarmente alto per la popolazione anziana, più frequentemente coinvolta nel ruolo di pedone sulla strada. Per quanto riguarda le vittime, il valore massimo si registra nella fascia di età compresa tra 80 e 84 anni (97), per i feriti (1.493) in quella tra 75 e 79 anni.

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