Il dispositivo unico continua a far discutere

Su TrasportoNotizie si è aperto un dibattito, promosso dall’On. Ivan Catalano – Vicepresidente Commissione Trasporti alla Camera – e il suo assistente tecnico Gaetano La Legname, a cui ha fatto seguito anche un contributo di Viasat, circa il dispositivo unico a bordo dei mezzi di trasporto. Nell’ultimo intervento, pubblicato dalla testata, riportiamo un passaggio che riteniamo meriti un approfondimento successivo…

Armonizzare con un «dispositivo unico» tutte queste normative, che regolano il funzionamento dei diversi componenti elettronici a bordo dell’automezzo, è una delle grandi sfide in materia di trasporto merci per il legislatore. Quest’ultimo deve avere in primis una visione d’insieme e fare l’interesse della collettività. Questo non significa che la soluzione di massimo interesse sociale sia necessariamente conforme all’interesse di ogni singolo. Ogni mutamento economico, positivo per l’insieme, ha i suoi vincenti e i suoi perdenti: il ruolo del buon legislatore è quello di cercare, preventivamente, la massima condivisione possibile. Successivamente deve superare la resistenza dei probabili perdenti. Infine, riconoscendo il necessario sacrificio patito da questi ultimi, individuare degli strumenti solidaristici funzionali a limitare, o addirittura indennizzare, tale sacrificio. Concludiamo affermando che la nostra squadra ha lavorato intensamente negli ultimi mesi, in collaborazione con singoli, professionisti e associazioni, per progredire nella ricerca di una soluzione ­ ovviamente non esaustiva ­ di questo problema, depositando una Proposta di Legge dedicata al settore del trasporto di merci.

«La soluzione migliore si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per se e per il gruppo» ­ J. F. Nash, economista e premio Nobel.

Siamo ovviamente lieti che finalmente si cerchi di dare risposta ad alcune esigenze degli operatori del trasporto, come l’opportunità di avere a disposizione uno strumento di lavoro telematico, fondamentale per migliorare la propria efficienza e competitività sul mercato, flessibile e capace di gestire in maniera semplice e integrata tutte le funzionalità di cui una moderna attività di trasporto ha bisogno. La questione tecnica, a nostro modesto parere, non sta solo “nella natura di unicità del dispositivo”, ma soprattutto nella capacità di standardizzare un sistema di trasmissione telematica che consenta l’interoperabilità e garantisca la portabilità degli apparati di bordo, un po’ come è avvenuto nella telefonia mobile. La scelta del dispositivo dipende da moltissimi fattori: dall’attività dell’autotrasportatore (le esigenze di chi trasporta container sono diverse da quelle di chi fa trasporti frigoriferi a temperatura controllata e speciali o trasporta rifiuti pericolosi), dalle sue interazioni con altri attori del mercato (nodi intermodali, porti, interporti, dogane), dalla necessità di tracciare non solo il mezzo, ma anche la merce per ragioni di monitoraggio ai fini della sicurezza del carico, del conducente e, aspetto non secondario, di tutela della salute dei cittadini (pensiamo alla tracciabilità della filiera agroalimentare, delle merci pericolose o di quelle provenienti dall’estero che richiedono sigilli elettronici, connessi a dispositivi satellitari, per garantire una maggiore efficienza dei controlli da parte delle autorità doganali). Sono solo alcuni esempi che danno un’idea della complessità di tutta questa materia.

Detto questo, tecnicamente è possibile concepire dei dispositivi in grado di fare tutto, ma per farlo al meglio richiedono l’integrazione e l’industrializzazione di tante tecnologie sofisticate, in continua evoluzione, costose e non sempre fondamentali per apparati che, per esempio, richiedano semplicemente un Data Set Minimo (DSM), utile per le Compagnie di Assicurazioni. Ritornando al caso della telefonia mobile, non è pensabile che un cellulare economico di limitate funzionalità, possa fare le stesse cose di uno smartphone di ultima generazione iPhone o Samsung. E’ una banale questione di tecnologia e componentistica elettronica. Del resto, l’evoluzione tecnologica, da che mondo è mondo, è sempre stata frutto di una sana competitività sul mercato, dove le soluzioni più innovative e competitive fanno a gara per conquistarsi il gradimento dei consumatori. Se venisse a mancare tale contesto si rischierebbe di appiattire tutto verso il basso e, in questa malaugurata eventualità, a rimetterci non sarebbero solo gli operatori del mercato, ma anche i cittadini che, è bene ricordare, nel prezzo dei prodotti che acquistano pagano anche le inefficienze del trasporto del nostro Paese.

Come ha sottolineato in una recente intervista Domenico Petrone, Presidente di Viasat Group, “sarebbe estremamente oneroso e sconsigliabile un ‘dispositivo unico’ proprietario, istituzionalizzato, con caratteristiche ‘tuttologhe unificate’. Si rischierebbe di ottenere il risultato opposto, come il cattivo esempio della BlackBox di Sistri. Mentre è urgente definire opportuni Protocolli Standards di Comunicazione, al fine di garantire Competitività, Trasportabilità e Interoperabilità, regolamentazione affidata al Decreto Attuativo della legge Liberalizzazioni n. 27 del 24/3/2012 (dove all’art. 32 si parla proprio di Scatola Nera), fermo al Mise da oltre due anni e mezzo”.

Questi temi sono affrontati da tempo anche nell’ambito della TSP Association che riunisce i principali Telematics Service Providers nazionali (Cobra Telematics, Viasat, KFT, LoJack Italia, Transics Italia, W.A.Y., Telecom Italia) con l’obiettivo di “valorizzare la telematica e l’innovazione tecnologica come fattori essenziali della qualità della vita degli automobilisti, dell’economia dei trasporti e dei servizi, nel rispetto delle regole di mercato e di competizione fra le imprese e di svolgere ogni opportuna azione per diffondere una più ampia e approfondita conoscenza dei benefici dei servizi telematici sia per il consumatore, sia per l’industria automobilistica, assicurativa, della logistica e dei trasporti, nonché promuovere la definizione di standards minimali di processi e di infrastrutture tecnologiche a garanzia della qualità di erogazione dei servizi telematici, della privacy e del trattamento dei dati”. In questo senso, TSP ha collaborato con le istituzioni ed è disponibile a dare il proprio contributo nell’ambito d’iniziative, come quelle citate dall’On. Catalano, magari a partire da un confronto costruttivo sulla Proposta di Legge per il settore del trasporto merci che è stata recentemente depositata.

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