eCall obbligatorio entro il 2015

A cura di EENA ITALIA.

Sicurezza stradale: l’Ue lancia la sfida ai paesi membri. Il sistema eCall obbligatorio entro il 2015. Obiettivi, vantaggi, come funziona, cosa è stato fatto.Gli obiettiviQuello di migliorare la sicurezza stradale e di salvare molte vite umane, andando a comprimere i tempi di soccorso alle persone vittime di un incidente o che abbiano avuto un malore, sostanzialmente permettendo ai sanitari di agire nella “golden hour”, la prima ora è infatti cruciale a permettere un soccorso efficace.

I vantaggi – Quello della localizzazione. Molto spesso infatti chi chiede soccorso dopo un incidente o a causa di un malore, non sa riferire da dove chiama. Poi il sistema eCall si attiva automaticamente se c’è un incidente; non c’è quindi la necessità che altri chiamino i soccorsi.

Come funziona – Viene collocata a bordo del veicolo una Scatola Nera, con un modulo GSM che è collegato ad una antenna satellitare GPS ed al sistema viva voce dell’auto. In caso di urto, con l’attivazione degli stessi sensori dell’airbag, parte una chiamata voce al Numero Unico di Emergenza Europeo 112.
La chiamata trasmette in via telematica tutte le informazioni essenziali, poi collega immediatamente l’operatore del 112 con gli occupanti del veicolo che possono così riferire cosa sia realmente successo e di che aiuto necessitino.
Ovviamente se l’operatore del 112 non riesce a stabilire un contatto voce, invierà il soccorso sanitario e tecnico senza esitare. eCall può anche essere attivato manualmente dagli occupanti del veicolo in caso di malore, premendo l’apposito pulsante.

Cosa è stato fatto in Italia – Il CEFRIEL è stato tra i primi organismi internazionali a testare il sistema eCall in Italia, ricercando assieme agli altri partner Europei delle soluzioni tecnologiche per renderlo fruibile. Inoltre la Regione Lombardia lo ha sperimentato fino allo scorso anno, andando a testare nella provincia di Varese una cinquantina di veicoli con a bordo eCall, all’interno del progetto HeERO che vede coinvolta la Presidenza del Consiglio dei Ministri e altri partners.
Ci sono realtà, come Viasat, che già utilizzano questa tecnologia da anni è possono contribuire a migliorare la qualità del soccorso, in tutta Europa.

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