Come la Svezia ha azzerato le morti stradali

Da il Journal.Today  un articolo per dirci come la piaga delle morti su strada possa essere civilmente abbattuto.
Un altro insegnamento sul ‘saper vivere’ come sempre dal nord Europa. Laddove risiede il maggior numero di piste ciclabili, di aree verdi e di benessere delle persone, pare che non ci si stanchi mai di chiedersi come questo benessere possa crescere e rafforzarsi sempre di più. E adesso un’altra novità sta cambiando in meglio il già ottimo tenore di vita di quelle zone. Nel 1997 la Svezia ha attuato infatti “Vision Zero”, un programma volto ad eliminare tutti i morti di incidenti stradali, che negli anni 2000 ha dimezzato i tragici incidenti.
Ma come ha fatto la Svezia?

“Ci stiamo concentrando più sull’ingegneria che sul rispetto delle regole”- ha detto di recente Matts-Ake Belin, stratega di sicurezza del traffico per il governo.”

La Svezia ha infatti ricostruito strade per dare priorità alla sicurezza piuttosto che alla velocità e ad altri aspetti normativi. Il progetto include la creazione di strade a “2+1”, ossia strade a 3 corsie, di cui 2 in una direzione e 1 in quella opposta. Sono stati creati 12. 600 attraversamenti pedonali più sicuri con particolari ‘accessori’ come ponti, luci lampeggianti e dossi, ha abbassato i limiti di velocità dando un giro di vite sui conducenti ubriachi.

E in Italia invece ?
Una intervista  al Direttore Generale per la Sicurezza Stradale Sergio Dondolini, pubblicata su  Guida alla Sicurezza 2014  Viasat, descrive  la situazione nazionale che registra una riduzione sia per il numero di decessi su strada che per  il numero di feriti  e di incidenti con danni alle persone. Come mostrano alcuni dati riportati, i risultati ad oggi sono incoraggianti anche se ancora molto c’è da fare. L’attuale situazione non deve infatti essere considerata un punto di arrivo ma di partenza per poter raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione della mortalità al 2020 , con il nuovo Programma 2011-2020 l’Europa ha chiesto ai suoi Stati Membri di contribuire alla riduzione di un ulteriore 50% del numero di morti rispetto al 2010.

Per leggere l’intero articolo  sul Journal Today clicca qui

 

 

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