Big Data, una nuova mobilità al servizio del cittadino

Di Mario Bellotti, Responsabile Marketing Strategico e Sviluppo Business Big Data VEM SOLUTIONS

Big Data: questi sconosciuti? Grande Fratello di memoria orwelliana o un Fratello Maggiore per beneficiare di tanti servizi utili per il miglioramento dello stile di vita? Salvezza o dannazione dell’automobilista?
I Big Data aprono sconfinati scenari applicativi nell’ambito IoT e sono numerose le soluzioni ideate in Italia negli ultimi anni che, così come riportato nella Ricerca condotta da Osservatori.net, in collaborazione con il Politecnico di Milano, dal titolo “Il mercato dell’Internet of Things in Italia: diffusione e trend in atto”, vanno dalla Connected Car (24%) alla Smart Home nel settore Utility (25%), entrambi segmenti di mercato in forte crescita (+70% rispetto al 2014).
I numeri parlano chiaro e lo scenario futuro è sicuramente molto rassicurante se si pensa a come applicazioni legate ai Big Data possano portare grande valore aggiunto in termini di risparmio di vite umane sulle strade e di ottimizzazione di costi e riduzione dei consumi energetici nelle case in ambiti che vanno dalla sicurezza in auto con la Connected Car, alla sicurezza in casa con la Smart Home e il controllo e la riduzione dei consumi energetici in ambito Utilities.
È proprio la Connected Car a confermarsi, nel mercato Italia, uno degli ambiti più rilevanti con oltre 5,5 milioni di auto connesse, pari a circa un settimo del parco circolante. Nella maggior parte dei casi (88% dei veicoli) la connettività è garantita dalle Scatole Nere con finalità assicurative, anche se sta crescendo a tre cifre (+135% nel 2015) la quota di auto nativamente connesse, che includono funzioni più avanzate relative alla gestione del veicolo ed alla sicurezza.
I Big Data salvezza o dannazione per l’automobilista?
A fronte di una previsione di crescita del trasporto passeggeri motorizzati e del trasporto merci, diventa sempre più pressante la necessità di una nuova mobilità efficiente e sostenibile che permetta una migliore gestione dei flussi di traffico ed una maggiore sicurezza sulle strade. Ed è proprio l’arma non convenzionale dei Big Data a creare, nell’ambito dei trasporti, un ampio spettro di sfide e opportunità.
Sfide e opportunità che Viasat ha colto al volo nell’ottica di dare il suo contributo per costruire la nuova mobilità al servizio dell’automobilista e delle Pubbliche Amministrazioni. Al più presto grazie alle Connected Car, all’IoT, alle comunicazioni Vehicle to Vehicle e Vehicle to Infrastructure, ma più in generale grazie anche a servizi costruiti sui Big Data, opportunamente integrati tra di loro, ci saranno possibilità completamente nuove: la guida altamente automatizzata garantirà viaggi in autostrada rilassati, con l’auto che invierà avvertimenti alle altre auto per diminuire la velocità ed i veicoli in prossimità rallenteranno prima di una situazione di pericolo. Alla fine di un viaggio, i dispositivi di navigazione guideranno il conducente direttamente a un parcheggio libero e l’auto saprà anche trovare la sua strada per il garage in maniera completamente autonoma ed indipendente.
Questo lo scenario della mobilità del futuro, ma diversi servizi per la sicurezza per l’automobilista sono già presenti. Viasat, azienda leader nell’ambito della Telematica di bordo, da ben 30 anni lavora per supportare l’automobilista nei suoi spostamenti con una particolare attenzione al tema della sicurezza alla guida. La disponibilità di dati raccolti negli anni, nel pieno rispetto di quanto stabilito
dalla regolamentazione della Privacy, rappresenta un ricco bagaglio di informazioni che, opportunamente lette, analizzate ed elaborate, si stanno trasformando in servizi per l’automobilista legati alla connettività per una mobilità nuova e più sicura.
Un esempio interessante di trasformazione dei Big Data in Servizi a valore aggiunto per il Cliente è la sperimentazione che Viasat ha realizzato in collaborazione con Fondazione Ania. “Guida Sicuro” è un programma di educazione pensato per migliorare lo stile di guida e allertare il guidatore in caso di pericolo. Grazie a una sofisticata analisi ed elaborazione di dati, il terminale è in grado di acquisire lo stile di guida del conducente e individuare, in tempo reale, le condotte pericolose, o comunque divergenti rispetto al proprio standard, che possono essere indicative dello stato di attenzione dell’automobilista (stanchezza, distrazione, etc…). In tal caso un messaggio vocale allerta l’automobilista sulla sua condotta non consona, in modo da allertarlo, ad esempio, in caso di distrazione e comunque istruirlo per un uso più “virtuoso” della sua vettura. La stessa tecnologia, inoltre, avvisa il guidatore nel caso lo stesso si stia avvicinando ad un Black Point o Red Point – cioè a tratte stradali individuate come pericolose sulla base di analisi statistiche dei dati di percorrenza e di incidentalità sul percorso – e segnalare il rischio. Ed ancora, con la pressione del tasto di emergenza, il terminale consente di attivare il contatto in viva voce con la Centrale Operativa Viasat che localizza il veicolo e fornisce l’assistenza richiesta. In caso di crash, genera un allarme automatico geolocalizzato e attiva il contatto Viva Voce con il veicolo per fornire supporto ed eventuali soccorsi direttamente sul posto. L’obiettivo del progetto è di contribuire a creare una nuova generazione di conducenti, prudenti e responsabili, sicuri e tutelati, consapevoli di come le innovative tecnologie telematiche di bordo possano aiutare a proteggerci durante la guida.
I Big Data e la Privacy. A questo punto del discorso viene spontaneo chiedersi dove finirà la privacy in mezzo al “traffico” dei Big Data: i guidatori saranno i sorvegliati speciali del futuro? La normativa italiana disciplina il trattamento dei dati nel territorio nazionale, recependo le Direttive europee e, negli anni, il Garante della privacy ha adottato numerosi provvedimenti su tematiche specifiche che forniscono indicazioni sulla posizione dell’Autorità riguardo l’interpretazione della normativa.
Nello specifico, riguardo ai Big Data, è richiesto che vengano adottate misure per garantire la non riconoscibilità del Cliente attraverso meccanismi di completa o parziale anonimizzazione dei dati, dove per anonimizzazione si intende un processo automatico volto a mascherare la sua identità.
Volendo tirare le somme possiamo quindi concludere che siamo tanto lontani dal Grande Fratello di Orwell quanto vicini ad un futuro fatto di servizi a valore aggiunto con tanto di sicurezza per l’automobilista, sia in termini di privacy sia di miglioramento della qualità della sua vita in auto e sulla strada, a beneficio anche di tutta la collettività.

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