Il piano di sviluppo per aggregare le medie aziende europee

Intervista con Massimo Getto,  Vicepresidente e CFO – Viasat Group
Volano i ricavi di Viasat Group anche nel primo semestre 2014, confermando uno stato di salute assolutamente invidiabile, soprattutto guardando all’asfittico panorama economico nazionale. La struttura patrimoniale e finanziaria che si evincono confermano la notevole solidità dei fondamentali, premessa necessaria per sostenere una crescita a doppia cifra con previsioni altrettanto incoraggianti per i prossimi trimestri.Qual è il segreto di questo successo?

La crescita del Gruppo è figlia di una strategia che ci ha portato a focalizzarci al massimo sui principali mercati di riferimento della telematica satellitare in Italia (assistenza e protezione dal furto per i clienti consumer, soluzioni e servizi per le compagnie assicurative, sistemi evoluti per la gestione flotte aziendali e nel trasporto merci e persone) e replicare il modello italiano sui mercati europei più interessanti, come testimonia lo sbarco sul mercato spagnolo con la Viasat Servicios Telemáticos e la recente acquisizione del 70% del capitale della società inglese Enigma Telematics, specializzata nel segmento del fleet management services dell’industria telematica.

Come s’inquadra quest’ultima acquisizione nella strategia del Gruppo Viasat?

Consente l’ulteriore sviluppo delle competenze e capability internazionali del Gruppo, ora forte di una presenza diretta in quelli che vengono generalmente considerati i tre Paesi europei di maggiore interesse per la diffusione di queste tecnologie (Italia, Regno Unito e Spagna), oltre a una presenza indiretta in più di venti Paesi in Africa e Medio Oriente, attraverso rapporti di distribuzione con operatori locali. Un passaggio importante per Viasat Group che punta a essere un aggregatore di aziende eccellenti del settore in Europa.

Un’operazione decisamente in controtendenza…

Il settore sta vivendo un momento di grande dinamicità con processi aggregativi che spesso vedono le aziende italiane preda di gruppi internazionali, come nel caso dell’italiana Octo Telematics acquisita dal gruppo russo Renova, o della recente OPA di Vodafone su Cobra, altra società tricolore. In Europa abbiamo assistito ad altre operazioni simili, basti pensare all’acquisizione fatta da Tom Tom in Spagna lo scorso agosto, a quella di Wabco sulla belga Transics, di Michelin sulla brasiliana Sascar, di FleetCor Technologies e Summit Partners su Masternaut. In questo contesto, la nostra strategia di crescita internazionale è motivo di grande orgoglio.

Diamo qualche numero…

La base clienti del Gruppo continua a crescere velocemente con un parco circolante a livello internazionale di 500 mila mezzi satellizzati: più di 400.000 veicoli privati e aziendali e oltre 90.000 veicoli tra flotte aziendali, veicoli commerciali, gru per movimentazione container, macchine da cantiere e agricole per un volume complessivo superiore ai 4 miliardi di chilometri percorsi all’anno.

Restando in tema di numeri, quanto è importante per un’azienda come la vostra la solidità e la trasparenza finanziaria?

Il Gruppo Viasat ormai da molti anni investe risorse e talento nella realizzazione di una comunicazione finanziaria puntuale, dettagliata ed efficace, capace di ridurre significativamente l’asimmetria informativa con gli stakeholders. Ritengo questo sia molto importante perché consente ai nostri interlocutori bancari più attenti di supportarci al meglio e con tempi di delibera degli affidamenti e costi della provvista davvero molto al di sotto delle medie di mercato. Per un rapporto efficace tra banca ed impresa, che tutti riteniamo un fattore critico di successo per lo sviluppo della nostra economia, dovremmo innanzitutto riconsiderare l’approccio culturale alla comunicazione finanziaria di molte imprese, che spesso è inadeguato al nuovo contesto di mercato e non consente una serena interlocuzione con il mondo bancario ed una mutua creazione di valore tra le parti.

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